domenica 11 gennaio 2026

Dodici stadi in due giorni

E' da poco passato Natale quando rimetto finalmente piede in Terra d'Albione, quel freddo lunedì di fine dicembre le mie Adidas Manchester CP Company Spezial toccano il suolo mancuniano per pochi minuti fuori dall'aeroporto fino a quando una vettura di Uber ci porta a Stockport proprio davanti ad Edgeley Park per la mia terza visita ad uno stadio a me molto caro dato che proprio qui si svolgono molte scene della mia trilogia di romanzi i cui protagonisti sono tifosi degli Hatters.

Siamo fortunati, ci accorgiamo subito che un cancello dello stadio è aperto, stanno svolgendo lavori di manutenzione sul terreno di gioco e gentilmente ci permettono di entrare a patto che non calpestiamo quell'erba magica, è sempre bello rivedere quegli spalti, in particolare la Cheadle End, il cuore del tifo, ma sono contento soprattutto per il mio amico Alessandro che è qui per la prima volta, scattiamo qualche foto, anche con il mio ultimo libro, lo ammetto, lo avevo portato apposta, andiamo poi allo shop dove compro la riedizione della maglia della stagione 1996/97, che descrivo proprio in "Aprile 97", e non perdo l'occasione di fare altri scatti davanti ad Edgeley Park.









Finita la breve visita ci portiamo, sempre con Uber, nella vicina Altrincham dove intendiamo visitare il J Davidson Stadium, una volta chiamato Moss Lane, troviamo però tutto chiuso, ma non ci perdiamo d'animo e scattiamo foto dell'interno attraverso qualsiasi fessura, pertugio, buco che ci permette di intravedere qualcosa, poi, però, ci accorgiamo di un'auto parcheggiata davanti ad un ingresso, ci entriamo e capiamo da qui si potrebbe andare direttamente sul campo attraverso il tunnel utilizzato dai giocatori che è però chiuso. Non vogliamo fare niente di irregolare e quindi prima di addentrarci cerchiamo di capire dove sia la persona che c'è all'interno e quando finalmente arriva chiediamo a questo signore se è possibile entrare in campo o sugli spalti, ma purtroppo è inamovibile e non c'è niente da fare, non ci sembra il caso di insistere e lo ringraziamo per la disponibilità. salutiamo ed andiamo fino alla prossima tappa.









Arriviamo a Warrington ed in un'unica città possiamo vedere due stadi, entrambi di squadre di non-league, iniziamo con il piccolo impianto del Warrington Rylands, lo troviamo chiuso, ma anche in questo caso ci ingegniamo per vederlo e fotografarlo anche all'interno, si trova in una zona abitata, la via adiacente allo stadio non sembra delle migliori, ci sono case popolari ed immondizia, vista l'impossibilità di entrare qualche minuto dopo andiamo a vedere la casa del Warrington Town, decisamente migliore, all'esterno i cancelli ed altri dettagli sono gialli e blu, i colori del Club, non troviamo aperto nemmeno qui, ma si riescono comunque a scattare delle belle foto.













La tappa successiva, ma non l'ultima di questa intensa giornata, è Chester dove alloggiamo, giusto il tempo di portare lo zaino in camera e poi andiamo al "The Cellar", un pub lì vicino a mettere qualcosa sotto i denti, a quell'ora, sono le 4 del pomeriggio, riusciamo ad avere solo una pizza, che non è per niente male, e soprattutto posso finalmente avere la mia prima pinta di questo nuovo viaggio, un'ottima Timothy Taylor's. Nel pub, come in tanti altri pub in città, c'è pieno di tifosi del Preston North End, siamo infatti più o meno tutti qui in attesa della trasferta nella vicina Wrexham, in terra gallese, quasi tutti hanno preferito passare a Chester il pre-match, alcuni, compresi i miei amici, sono a Curzon, ma poi ci riuniremo là, in Galles. Più tardi raggiungiamo un gruppo di tifosi del PNE al "The Square Bottle", ma solo per pochi minuti, infatti è ora di andare in stazione, il treno, neanche a dirlo, è pieno di Northenders ed è bellissimo trovarsi ancora una volta in mezzo a loro.









In 15 minuti arriviamo a Wrexham, ed in pochi passi siamo allo stadio, il Racecourse, o Stok Cae Ras, uno stadio antico, in uso continuativo dal 1877 (ma il nostro Deepdale non ha nulla da invidiare essendo in uso dal 1875) ed ora in ristrutturazione, un intero settore non c'è più, in attesa di essere ricostruito, questo ha reso ancora più difficile per i tifosi del PNE trovare i biglietti per il settore ospiti, vista la capienza ridotta agli ospiti sono stati riservati meno posti rispetto a quanto avveniva prima.

Grazie a delle ottime amicizie sono riuscito a procurarmi 2 biglietti nonostante le difficoltà e le prevendite riservate ai tifosi più fedeli (ovviamente non lo posso essere vivendo in Italia...), uno lo avevo già ricevuto in formato digitale, l'altro me lo consegna fuori dal settore Janice, sempre gentile ed affettuosa, il problema però è che i due biglietti sono uno in Upper Stand e l'altro in Lower Stand che hanno due ingressi diversi, questo costringerebbe il mio amico Alessandro a separarsi da me, chiediamo aiuto agli stewards che ci dicono che non è in nessun modo possibile farci entrare dallo stesso ingresso, ma si impegnano a trovare un tifoso del PNE che aveva il nostro stesso problema, così lui e suo figlio hanno potuto andare insieme nella Lower, mentre noi nella Upper dove ci sono anche tutti i nostri amici, soprattutto Charlie (che mi aveva procurato il biglietto digitale) che per l'occasione ha portato il grosso striscione che recita "Lecco-Preston", la nostra e la loro città, io ho invece quello del PNE GBS, il Fans Club italiano del North End.














Molti tifosi del PNE sono sorpresi ed entusiasti, non tutti, soprattutto i più giovani, conoscevano il fans club e nemmeno il legame tra le nostre città, molti ci chiedono informazioni, altri vogliono fare delle foto, ma la cosa più bella è stare con loro ad incitare la squadra, a cantare, a sperare nella vittoria, per me, tra l'altro, questa partita ha un doppio significato, il Wrexham, infatti, oltre ad essere l'avversario del Preston di questa sera, è anche l'acerrimo rivale del Chester, squadra che ormai posso definire come la mia "seconda squadra in Inghilterra".









Il settore ospiti è gremito e pieno di voglia di cantare, le squadre entrano in campo, non facciamo mancare il nostro sostegno alla squadra che sta giocando una grande stagione, ma che purtroppo va sotto di un gol nel primo tempo nonostante una prestazione positiva, è tempo di gustarsi una pie in attesa che inizi la ripresa, i gallesi trovano il gol del raddoppio, ma nel finale Devine riaccende le speranze accorciando le distanze.

Tutti cerchiamo di spingere i ragazzi in campo al completamente della rimonta, la squadra spinge e ci crede, ma senza riuscire a creare occasioni pericolose e purtroppo la partita termina con un'amara sconfitta, questo però rovina solo in piccola parte la mia trasferta, sono troppe le emozioni vissute, sono troppi i ricordi che mi porterò dentro per poter essere condizionati dal risultato.





Salutiamo Charlie ed altri amici e poi ci dirigiamo in stazione dove c'è un misto di tifosi delle due squadre, non c'è nessuna animosità nemmeno quando qualcuno del Wrexham accenna a qualche coro, noto, con curiosità ed un pò di delusione, che sono tanti i tifosi della squadra gallese che salgono sul treno diretto a Chester, questo mi fa capire che nella città inglese, o in quelle delle stazioni successive, c'è gente che preferisce seguire e tifare una squadra diversa dal loro local team, addirittura di un'altra Nazione... beh, forse si tratta di gallesi trasferitisi in Inghilterra per motivi di lavoro o altro, Wrexham è proprio attaccata a Chester effettivamente, ma qualcosa mi fa pensare che sia possibile che si tratti di persone che hanno da poco iniziato a seguire il Wrexham, forse da quando il Club è diventato ricco ed ha conquistato la promozione in Championship.

E' stata una giornata lunga e senza soste, arriva il momento di riposare qualche ora prima di buttarci con nuovo entusiasmo nel giorno che segue che inizia con una Full English Breakfast che ci da la giusta energia, è ancora presto quando l'autista Uber ci preleva dall'albergo a Chester per portarci verso Northwich addentrandoci poi a Wincham dove ha sede lo stadio del Witton Albion, qui ci gioca da qualche anno anche il Northwich Victoria, un Club che mi ha sempre affascinato e che da tanti anni ormai ha dovuto abbandonare la sua vecchia casa, il Drill Field.

Anche qui non troviamo inizialmente modo di entrare e ci accontentiamo di vedere e fotografare la stadio all'esterno ed all'interno solo attraverso qualche fessura, restiamo delusi quando due persone che sono lì per eseguire delle manutenzioni si rifiutano di farci entrare, probabilmente non sono autorizzati a farlo, non possiamo di certo prendercela con loro che sono lì per lavorare.

All'esterno dell'impianto scorgo una vecchia insegna a terra in mezzo a degli scarti con al scritta "Northwich Victoria" e con il disegno del crest del Club, anche queste piccole cose mi affascinano, bastano dettagli semplici e che magari altri non avrebbero nemmeno notato.

Quando stiamo per andarcene notiamo un'auto parcheggiata e poco dopo vediamo un ragazzo uscire dallo stadio, sta per salire in macchina, ma con gentilezza gli chiediamo se è possibile entrare per scattare qualche foto, inizialmente sta per rifiutare, ma poi, dopo averci chiesto da dove veniamo, cambia idea e molto gentilmente ci apre e ci permette di andare a bordo campo, ci dice di essere il "player manager" del Witton Albion, poi quando gli chiedo se qui ci gioca ancora il Northwich Victoria mi dice di sì, è sorpreso che io conosca quel Club e mi confida di esserne tifoso.















Dopo averlo ringraziato e salutato andiamo con il successivo UBER verso Stoke-on-Trent e più precisamente a Burslem dove ha sede il Vale Park, la casa del Port Vale, qui ci incontriamo con Tom, un ragazzo originario proprio di Stoke, ma che ora vive a Manchester, e che conosco bene dato che è venuto già più volte a Lecco.

Nonostante lui sia un accanito tifoso dello Stoke City ci da un grande, anzi, fondamentale aiuto per realizzare il sogno di visitare questo bellissimo stadio, il Port Vale mi ha sempre affascinato ed essere lì è una vera e propria emozione; per prima cosa andiamo allo shop dove compro la maglia di questa stagione, si tratta di un kit celebrativo dato che il Club festeggia nel 2026 il suo 150° anniversario, molto semplice ed old style, il signore alla cassa è molto gentile ed è sorpreso della nostra visita e della simpatia che nutro per questa squadra.

Poi andiamo alla reception, non so bene quali parole abbia usato Tom, ma il fatto è che una gentilissima signora ci permette di fare praticamente un tour dello stadio (gratuito) ed è magia pura, ci fa sollevare dei trofei, con tanto di foto ricordo, ci porta nella sala VIP oltre che in un altro grande ed elegante locale realizzato da Robbie Williams, grande tifoso dei Valiants.














Da qui usciamo e siamo sugli spalti da dove possiamo ammirare lo stadio ed il campo dall'alto, è bellissimo, è una vera soddisfazione trovarci qui, poi, quando pensiamo che il giro sia terminato, la signora ci accompagna al tunnel usato dalle squadre per entrare in campo, lo attraversiamo e facciamo lo stesso, siamo a bordo campo, facciamo varie foto anche seduti sulla panchina della squadra di casa, lo speravo, ma sinceramente non credevo che sarebbe stato davvero possibile riuscire a fare un tour di Vale Park, non possiamo far altro che ringraziare e salutare calorosamente la gentilissima signora.















Usciamo e ci portiamo sulla parte posteriore dello stadio dove c'è anche l'ingresso del settore ospiti, è un lato dell'impianto più old style e mi affascina parecchio, di fronte ci sono dei campi di allenamento utilizzati dalla squadra (anche in quel momento), poi vari murales e, sul davanti, le statue di due leggende del Club, Roy Sproson e John Rudge, completano la visita a questo meraviglioso stadio, un vero e proprio gioiello.










Saliamo in macchina con Tom che ci porta a visitare la Middleport Pottery, dove ha sede anche il museo della Burslem Pottery, questo era stato un importante stabilimento di produzione di ceramica che rendeva famosa Stoke-on-Trent, da qui passa anche un canale, proprio in questi suggestivi luoghi sono state girate diverse scena della famigerata serie TV "Peaky Blinders", ma penso anche di un altro film meno conosciuto, ma che apprezzo molto "The colour room" che racconta la storia di Clarice Cliff, considerata una delle prime esponenti della art deco.













Da qui ci spostiamo, sempre in macchina, in zona Potters, al Britannia Stadium, sede dello Stoke City, rivale cittadino del Port Vale, Club certamente più conosciuto rispetto ai Valiants, anche per questo lo stadio è inaccessibile, chiediamo a più persone di poter entrare, ma tutti ci dicono di no per motivi di sicurezza, sicuramente al Vale Park siamo stati accolti in modo molto più caloroso, forse questo fa capire le differenze tra i due Club, uno più famoso e più d'elite, l'altro meno conosciuto, ma più intimo e famigliare.

Facciamo comunque diverse foto all'esterno e intravediamo solo in piccola parte l'interno, visitiamo la statua dedicata al grande Sir Stanley Matthews e facciamo un giro allo shop, devo ammettere che il Britannia non mi ha lasciato grandi ricordi e non mi ha fatto vivere particolari emozioni, ma sono comunque contento di aver avuto la possibilità di vederlo.











Poi Tom pensa bene che sia arrivato il momento di riposare davanti ad una bella pinta ed allora ci porta al The Glebe, un pub bellissimo, tradizionale, e con degli interni che gli danno un fascino assoluto, ci sono quadri antichi, l'arredamento è in legno, è proprio dove vorrei essere in quel preciso momento.











A sorpresa Tom ci porta a visitare lo stadio del piccolo Newcastle Town, un Club di non-league della zona, l'impianto è particolare, lo chiamano il piccolo Velodrome, dato che ha una pista ovale sopraelevata con un vero e proprio velodromo dietro al campo, qui ci accoglie un anziano e simpatico signore che rinuncia alla comodità della sua poltrona per portarci a vedere la Clubhouse, bellissima, gli spogliatoi, un'altra sala piena di gagliardetti di varie squadre che hanno giocato qui, ci sono tanti cimeli, ricordi, foto, una targa dedicata a Sir Stanley Matthews ed una foto di Gordon Banks.

Il signore ci regala una spilla ed una tazza del Newcastle Town oltre ad un match-programme, non parla molto, ma si vede dalla sua espressione quanto sia contento di farci conoscere questo piccolo Club che penso lui segua da una vita intera.


















Dopo le foto di rito allo stadio ed al campo da gioco salutiamo il gentile signore e ci avviamo verso la tappa successiva, vale a dire Crewe, dove, ovviamente, andiamo a visitare il Mornflake Stadium, una volta semplicemente Gresty Road, lo stadio del Crewe Alexandra, ci ero già venuto anni fa, ma quella volta lo avevo trovato chiuso, stavolta, approfittando di un signore dello staff che sta per chiudere un cancello che porta al campo, possiamo entrare grazie alla sua disponibilità, non  sembra contentissimo, ed infatti facciamo un pò di foto agli spalti, al terreno di gioco e poi ce ne andiamo comunque soddisfatti, lo shop è chiuso, quindi ci dirigiamo verso Nantwich dove non può mancare la visita allo Swansway Stadium, la casa del Nantwich Town, lo troviamo aperto e possiamo girare liberamente.




















Facciamo un salto nel centro cittadino di Nantwich, piccola città davvero niente male, prima di fermarci al Crown per riposare e mangiare un fish & chips accompagnato da una pinta di Camden, si tratta di un altro pub caratteristico dal grande fascino, ci restiamo un'oretta, poi Tom ci accompagna a Chester, lo salutiamo, è stato gentilissimo, si è dedicato a noi tutto il giorno facendo di tutto pur di farci vedere più stadi possibili, riuscendo a farci entrare in tutti tranne in quello dello Stoke, proprio la sua squadra, ma non di certo per colpa sua, gli sarò sempre grato per la visita di Vale Park, un ricordo che mi porterò per sempre.











Pochi minuti in albergo prima di precipitarci in centro, sempre affascinante ed in questa occasione con le luci natalizie, dove ci troviamo con i nostri amici del Chester, in particolare con Tom, Chris ed Arikan che sembrano aver già bevuto parecchio, si va al Plana terra, si incontrano altri lads che avevamo conosciuto nelle precedenti occasioni, ci scambiamo qualche adesivo e regaliamo un paio di sciarpe del Lecco, come sempre c'è da divertirsi nei pre-match con i ragazzi del Chester, la tappa successiva è il Red Lion, scorre altra birra, boccali pieni sul bancone del pub, Adidas di tutti i tipi ai piedi dei lads, giacconi CP Company, Berghaus e Stone Island, sciarpe e cappellini Aquascutum.





















Non manca molto al calcio di inizio del match tra Chester e Macclesfield, quando avevamo prenotato questo viaggio pensavamo che questo sarebbe stato un big match da alta classifica ed invece entrambe le squadre hanno deluso le aspettative e si trovano a pari punti a metà classifica, ma questo non cambia molto le nostre aspettative, la cosa più importante è divertirsi, stare insieme e goderci l'atmosfera del magico calcio inglese, soprattutto nelle categorie inferiori.

Prima di prendere un taxi, Tom entra in un Tesco a fare rifornimento di lattine di Moretti da nascondere nei giacconi e farle entrare allo stadio, prima della partita c'è tempo per andare allo shop ed al Blues Bar, Tom ci accompagna in una sala al piano superiore, teoricamente riservata ai soci, dove Callum McIntyre, il manager del Chester, sta tenendo un piccolo discorso, poco dopo faremo una foto con lui, penso che sia ora di entrare, ma i nostri amici si dilungano al pub.










Non sono mai riuscito ad assistere all'ingresso in campo delle squadre qui a Chester, stavolta non andiamo nella terraces, ma restiamo con Tom ed i suoi amici che preferiscono stare in un settore che in Italia chiameremmo "Distinti", vicini al settore ospiti, non mancano gli sfottò con la tifoseria ospite, Tom mi dice che loro non sono proprio nessuno, io gli rispondo "l'unica cosa buona arrivata da Macclesfield è Ian Curtis" e lui approva.

Siamo nelle primissime file, praticamente quasi in campo, l'atmosfera è buona, entrambe le tifoserie cantano e nella Harry McNeal Terrace viene acceso anche un fumogeno blu, i Cestrians segnano portandosi in vantaggio, esultiamo, corro verso il bordo campo sperando che i giocatori vengano a festeggiare con noi, ma non vengo accontentato, poco male, quello che importa è che si sta vincendo.

Ad inizio intervallo i ragazzi escono dallo stadio e ci dicono che si va a giocare a Paddle ridendo tra di loro, sono sorpreso, non capisco e soprattutto non ci so giocare, il mio amico Alessandro dice che non è vero, ma invece arriviamo dopo una breve camminata proprio in un centro dedicato al Paddle... c'è gente che ci sta giocando per davvero, ma i nostri amici, invece, vanno al bar ed ordinano da bere... ecco cosa significa per loro giocare a Paddle!!! Questo perchè allo stadio non vendono alcolici e quindi hanno trovato un modo per bere allo stesso, dopo la bevuta torniamo al Deva ed ai nostri posti come se nulla fosse, Tom è abbastanza su di giri, non oso chiedergli quante birra abbia bevuto oggi, da quello che so la loro partita era iniziata già alle 2 p.m. per un lungo pre-match e sta continuando a suon di birre.

Nel secondo tempo la partita non offre grandi emozioni, ma il divertimento è assicurato osservando le abitudini inglesi, i simpatici sfottò con quelli di Macclesfield, a pochi minuti dalla fine il Chester raddoppia mettendo al sicuro un'importantissima vittoria.


















Il post-match al Blues Bar va avanti tra birre e cori, il giorno dopo avremo il volo alla mattina e la sveglia sarà molto presto, i nostri amici chiamano un taxi che ci porta in albergo, è stata un'altra magica serata di football inglese e quando dico inglese... beh, non intendo solo la partita, ma anche tutto il contorno, il pre ed il post match, le birre, i cori, ma soprattutto gli amici, sono contento che oltre ai rapporti costruiti negli anni a Preston ora posso dire di aver instaurato delle belle amicizie anche qui a Chester, c'è sempre da divertirsi e le partite durano una giornata intera.

Andiamo a riposare e facendo i conti il Deva Stadium è stato il dodicesimo stadio visto in questi due giorni.. possiamo tornare a casa soddisfatti e festeggiare il Capodanno, il 2025 è finito davvero alla grande, speriamo sia di auspicio per un bel 2026.


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