domenica 8 luglio 2012

I più vecchi di Scozia


Il Queen's Park, noto come "The Hoops" o "The Spiders", viene fondato 9 luglio 1867 ed è il più vecchio club della Scottish League.


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Il Queen's Park rappresenta nella storia una delle influenze principali per lo sviluppo del calcio in Scozia, con particolare attenzione al lavoro di squadra.

Il club è stato due volta finalista nella FA Cup inglese, sconfitto sempre dal Blackburn Rovers nel 1884 e 1885.
Agli inizi della sua storia il club non ha concesso una rete per ben 8 anni, fino al 16 Gennaio 1875.


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Il Queen's Park aveva sviluppato un proprio regolamento per giocare a calcio, il Club ha resistito al professionismo e non veniva permesso ai giocatori professionisti di vestire la maglia del Queen's Park che nel 1890 rifiutò di aderire alla neonata Scottish League.

Il Club temeva che questa lega potesse provocare la rovina dei Club più piccoli ed infatti sei dei membri fondatori da li a poco scomparvero.

Il Queen's Park nel 1900 fece comunque domanda per entrare nella Lega pur mantenendo lo stato di "squadra dilettante".

Favori speciali vennero concessi dalla Lega; non solo era l'unico membro dilettante, ma  vennero anche protetti dalla retrocessione alla Second Division fino al 1922.


Raramente il club ha giocato in categorie superiori e quando lo ha fatto non ha certamente brillato.




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Solo negli anni '90 è stato concesso ad ex giocatori professionisti è stato concesso di giocare per il club. Sotto la guida di John McCormack, il club ha concesso ai giocatori professionisti di venire in prestito. Sebbene ancora dilettanti, i direttori ricevono un onorario.

La loro permanenza nella Second Division è durata una sola stagione, nel 2000/01 sono retrocessi.

McCormack ha perso molte delle sue stelle ed è stato costretto a puntare su molti giovani per affrontare la Division Three. Gli Spiders non sono riusciti a vincere nemmeno un incontro, fino a Novembre, quando vinsero 1-0 al Firs Park contro East Stirling, grazie ad una rete del giovane John Gemmell.

Dopo un pareggio per 1-1 in casa del Dumbarton nell'ultima giornata di campionato, il Queen's Park è finito in fondo alla classifica di Third Division, un'umiliazione per un club dalla storia illustre

La Stagione 2002/03 è iniziata alla grande, 1-0 contro il Gretna in Challenge Cup, nel 1°Turno, iniziando una cavalcata strepitosa. 
Al secondo turno viene superato il Forfar Atletic, la corsa finisce per mano del Brechin Ciy che si impone per 4-3 ad Hampden.

Il Manager John McCormack è andato via a Novembre, sostituito dalla coppia Paul Martin e David Hunter, che hanno condotto il club ad una bella stagione, togliendoli dall'ultima posizione.

In Scottish Cup al 2°Turno viene superato l'Albion Rovers al Cliftonhill grazie alle reti di Willie Martin e Jimmy Allan.

Il nuovo Manager, Kenny Brannigan è entrato in carica a Febbraio e i risultati sono un pò calati, il suo primo incontro è terminato con una sconfitta 4-3 ad Hampden contro l'East Stirling, nonostante John Gemmill abbia segnato due reti nei primi cinque minuti.

I Queen's hanno recuperato la forma e concluso la stagione all'ottavo posto.

Nella Stagione 2003/04 si è iniziato con la speranza di raggiungere la promozione. Kenny Brannigan ha convinto ex giocatore Frankie Carroll a ritornare da Hampden insieme ai nuovi acquisti Ally Graham e Stevie Reilly.

Frankie è stato subito vitale all'esordio, agguantando 1-1 contro il Gretna al '95. In League Cup, viene eliminato Inverness Caley Thistle per 2-1 con le reti di Graham e Reilly.

I risultati continuano ad essere positivi, fino al 4 ottobre quando vengono sconfitti per 2-0 dal Peterhead, ed è l'inizio di una crisi che hanno visto gli Spiders, riconquistare la vittoria il 6 Dicembre, vincendo per 3-0 contro gli Shire, due reti di McAulay e una di Graham.

La seconda metà della stagione è stata molto povera, l'unico punto luminoso è stata esplosione della punta 16 enne Derek Carcary, che ha segnato cinque reti, portando gli Spiders al 7°posto.

Nella Stagione 2004/05 Kenny Brannigan si è dimesso ad Agosto dopo una discussione con un tifoso, al termine della partita persa contro Elgin per 1-0.

Al suo posto è arrivato Billy Stark, prima della partita contro il forte Gretna.

Ad Hampden a 10 minuti al termini il Gretna conduce 2-0, ma eccoti arrivare l'impossibile, in pochi minuti vanno a segno Frankie Carroll, Bryan Felvus e Stuart Kettlewell, i tifosi sono in delirio, gli Spiders contro ogni pronostico portano a casa un secco 3-2.

Durante la settimana, i Spiders vengono eliminati dalla Challenge Cup, ai rigori dal Forfar, però esprimendo un ottimo calcio.

A fine stagione arriva la sconfitta a Cowdenbeath per 1-0, che li fa allontanare dal secondo posto e finire il campionato 4°. Frankie Carroll con le sue 19 reti è il bomber degli Spiders.

Carroll

La Stagione 2005/06 è iniziata alla grande, gli Spiders sono in piena zona play-off grazie al loro 4°posto, ma alla fine chiude al 6° lasciando i sogni promozione. Arrivano anche due sconfitte che fanno male, 3-2 in Scottish Cup dagli Spartans(Non League) e un pesantissimo 6-0 in casa del Cowdenbeath

Nella Stagione 2006/07 gli obiettivi sono di promozione, la stagione inzia male con una sconfitta per 3-0 in casa con Arbroath, ma in CIS Cup supera al 1°Turno il club di Division One del Hamilton Accies.

Gli Spiders prendono un filotto di 5 partite utili, superando Elgin City, Dumbarton ed eliminando in CIS Cup Aberdeen, ai rigori per 5-3, dopo che i tempi regolamentari erano conclusi 0-0.

C'è stato un netto calo, ma gli Spiders sono ritornati in corsa il 14 ottobre, vincendo per 2-1 contro Arbroath. Arrivano cinque vittorie consecutive Elgin (3v0), Berwick (1v0), Albion Rovers (2v1) e Montrose (3v0).

La crisi sembra esser ancora nell'aria, quando in Scottish Cup al 2°Turno vengono eliminati ad Hampden dal Brechin City per 2-1. Dopo una vittoria per 2-0 con East Stirling, il Queen's ottengono 9 vittorie consecutive, concluse con la sconfitta per 1-0 dall'East Fife, il 7 Aprile 2007.

I Queen's Park raggiungono i play-off ed in semifinale eliminato East Fife.

In Finale affrontano Arbroath, la gare di andata ad Hampden finisce nei migliori dei modi 2-0 con le reti di David Weatherston e rigore al '96 di Alan Trouten.

Il ritorno in casa dell'Arbroath regala una vittoria comoda, 2-1 segnano ancora loro David Weatherston e Alan Trouten, il Queen's Park è promosso in Second Division.


Tra la fine della stagione e l'inizio di quella nuova, il Queen's Park ha totalizzato 11 vittorie consecutive (8 in campionato).

Sebbene Billy Stark, ha rinnovato nell'estate 2007, ha dovuto lasciare la panchina, per dedicarsi all'Under 21 scozzese.

Nel Febbraio 2008 è arrivato sulla panchina, Gardner Speirs, che è riuscito a salvare la squadra, portandolo ad un tranquillo 8°posto.

Nell'estate del 2008, gli Spiders hanno perso molti giocatori, avendo una struttura amatoriale, non tutti sono disposti a rimanere.

Nel Febbraio 2009, al 5°Turno di Scottish Cup, ha perso solo 2-1 contro il Celtic.

Dopo aver terminato la stagione al 9°posto, gli Spiders hanno dovuto affrontare i play-off, sono usciti per mano dello Stenhousemuir, il Queen's è retrocesso in Third Division dove attualmente milita.



UN PERIODO DA RICORDARE

Il Queen's è da considerarsi il pionere del calcio in Scozia, molti club hanno iniziato prendendo come esempio gli Spiders.
Sono stato proprio il Queen's ha fondare la Scottish Cup, proprio la prima edizione è finita nella loro bacheca senza subire nessuna rete.
Il loro avversari purtroppo non esistono più, ma rimarrà un ricordo.
E' passato oltre mezzo secolo e il Queen's è rimasto ancora un club dilettante, sommerso da molti club professionistici.
Un altro grande cammino è avvenuto nella Scottish Cup 1927/28, dopo aver eliminato avversari veri, l'avventura si conclude in semi finale contro il Celtic

SCOTTISH CUP 1873/74

1 TURNOQueen's Park-Dumbreck 7-0
QUARTI DI FINALEQueen's Park-Eastern 1-0
SEMI FINALEQueen's Park-Renton2-0
FINALEQueen's Park-Clydesdale2-0 Spett: 2,500

SCOTTISH CUP 1927/28

1 TURNOQueen's Park-Arthrulie 2-0
2 TURNOQueen's Park-Morton 4-1
3 TURNOKilmarnock-Queen's Park4-4
REPLAYQueen's Park-Kilmarnock1-0
QUARTI FINALEQueen's Park-Partick Thistle1-0
FINALEQueen's Park-Celtic1-2

Dopo la fine del Third Lanark e il trasferimento del Clyde a fuori Glasgow, sono rimaste Queen's Park e Partick Thistle, per offrire qualcosa che non sia Old Firm.
Prima della Seconda Guerra Mondiale, Glasgow poteva vantare fino a sei club nella massima serie.
In molte occassioni gli altri derby di Glasgow, hanno portato anche pubblico di 30,000 spettatori
Anche oggi, vengono attirati 4,000 in categorie dove in media si viaggia a centinaia di spettatori.
Il Queen's Park, offre un alternativa ai tifosi a Glasgow, per chi vuole tuffarsi in un Mondo dove il calcio con veri valori vive ancora

1947Queen's Park-Partick Thistle 2-6Spett: 7,640
1948Queen's Park-Partick Thistle 1-2Spett: 20,651
1957Queen's Park-Partick Thistle 1-1Spett: 10,633
1958Queen's Park-Partick Thistle 0-6Spett: 7,403
1971Queen's Park-Partick Thistle 1-1Spett: 2,793
1983Queen's Park-Partick Thistle 1-4Spett: 2,320
1983Queen's Park-Partick Thistle 0-1Spett: 1.627
2001Queen's Park-Partick Thistle 0-1Spett: 4,019
2001Queen's Park-Partick Thistle 0-2Spett: 3,938






TIFOSI

Gli "Spiders" hanno un sostegno molto caloroso in trasferta, un tifo leale, nonostante la squadra vinca, perda o pareggia.

Nonostante una squadra piccola, in trasferta i tifosi si muovono in massa.

E' nata una bella amicizia con i tifosi del SG Wattenscheid 09, club tedesco, che ogni anno invita in pre-ritiro il Queen's

Pur essendo a metà strada tra il Celtic e Rangers, non avendo uno status professionista, sono pochi i loro incontri.

Sono nate nuove rivalità tra cui spicca il Partick Thistle, Clyde e Albion Rovers

ALBO D'ORO

Scottish Football League First Division:
o Winners (2): 1922/23, 1955/56

Scottish Second Division:
o Winners (1): 1980/81

Scottish Third Division:
o Winners (1): 1999/2000
o Play-off Winners (1): 2006/07

Scottish Cup:
o Winners (10): 1874, 1875, 1876, 1880, 1881, 1882, 1884, 1886, 1890, 1893
o Runners-up (2): 1892, 1900

Glasgow Cup:
o Winners (4): 1889, 1890, 1899, 1946
o Runners-up (7): 1896, 1898, 1929, 1932, 1940, 1965, 1985

FA Cup:
o Runners-up (2): 1884, 1885

Sheriff of London Charity Shield
o Winners (1): 1899

Glasgow League:
o Winners (1): 1897
o Runners-up (1): 1898

Charity Cup:
o Winners (8): 1877, 1878, 1880, 1881, 1883, 1884, 1885, 1891
o Runners up (19): 1889, 1890, 1894, 1896, 1906, 1908, 1917, 1919, 1920, 1922, 1923, 1926, 1928, 1931, 1933, 1935, 1937, 1953, 1957


STADIO

Proprietario dell'immenso e stupendo, Hampden Park, questo impianto da 52,000 posti viene utilizzato anche dalla federazione, per le finale di coppa e le partite della Scozia.

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di Hibees1875

domenica 1 luglio 2012

L'EPOPEA DEI TRACTOR BOYS


L'ultima luce del giorno comincia a calare, sotto un cielo basso, plumbeo. I contorni delle cose scompaiono nella penombra. La linea dell'orizzonte si serra piano. Scende la notte sul Suffolk. Non si vede più nulla. Gli uccelli tacciono. Là dove si udiva gorgogliare un usignolo nella boscaglia, adesso non si percepisce alcun suono, alcun segno di vita. Solo silenzio. Villaggi, fiumi, alberi, vecchie cattedrali nascoste da querce secolari. C'è molta letteratura, in questa contea. Ce n'è nei bow-window ordinati e composti, nelle minuscole, innumerevoli sale da tè, nei cottage tirati a lucido, nei negozietti di antiquariato in puro stile Miss Marple, nei pub col camino acceso in piena estate. C'è letteratura, nel senso del decoro, dell' amore per l'arte. L'idea che in fondo la natura stessa sia espressione culturale. Eppure qui il paesaggio può avere tratti corruschi, se non brutali. Qui è nato George Orwell. A Lowestoft sbarcò per la prima volta in Inghilterra il riservato capitano di marina polacco Jozef Korzeniowski, divenuto qualche anno dopo il più celebre Joseph Conrad. Penelope Fitzgerald vi ambientò il suo delizioso romanzo- rivelazione, 'La libreria'. Ci veniva anche Winston Churchill in vacanza: scendeva nel candido e rilassato Swan Hotel, il migliore della zona. E dopo i fatidici anni thatcheriani, anche qui la svolta: Ed è ancora il turno dell'intellettualità, quella che a Londra vive a Islington e ama mangiare pane, olio e una tonnellata di aglio. Così negli anni scorsi è arrivato buon ultimo Gordon Brown, attirando riflettori mediatici molto poco amati da queste parti. La costa poi è uno scorcio di paradiso, anche quando il tempo è freddo, segretamente luminoso e il mare del nord appare minaccioso. Potreste avere l'impressione di trovarvi in un teatro a cielo aperto e rischiereste di non sorprendervi se davanti a voi il sipario naturale si aprisse, e compaia, dalla nebbia sospesa sul mare, la flotta olandese che il 28 maggio 1672 aveva aperto il fuoco contro le navi inglesi radunate nella baia di Soutwold. Ma il Suffolk è anche Ipswich. La città ha svolto un ruolo importante nella storia d’Inghilterra per quasi 1500 anni ed è stata il centro del paese per tutto il XVII secolo per chi voleva emigrare verso il nuovo mondo. Non solo, Ipswich ha saputo conservare tutte le traccie del passato, con i suoi splendidi edifici vittoriani, e altri ancora più datati in stile Tudor. Tanta storia insomma, e un centro pieno di vita con i suoi tanti bar, pub, cinema, teatri, chiese, e torri medievali dove antiche presenze fluttuano senza pace. E se avete qualche sterlina da spendere ecco il quartiere commerciale di Buttermarket. Ma impossibile scindere Ipswich dalla sua campagna. E campagna significa anche agricoltura, significa anche cavalli. Il più nobile e bello fra gli animali. E allora non poteva essere che un cavallo a rappresentare la locale squadra di calcio. Una razza autoctona come simbolo del Ipswich Town Football Club: Il Suffolk Punch. Fu adottato nel 1972 a seguito di un concorso vinto da John Gammage il tesoriere del club, che nel tempo ha avuto vari restyling mantenendo però sempre la stessa conformazione a "scudo merlato" con la tonalità di blu preminente alternato dal giallo oro o dal rosso. L'unico cambiamento grafico consistè nella resa grafica del cavallo, reso più somigliante appunto all'equino regionale. Il sodalizio muove i suoi primi passi nel 1878 come semplice squadra amatoriale con il nome di Ipswich A.F.C., ricevendo nel 1892 la gradita visita di una delle squadre più in voga in quegli anni ovvero il Preston North End, seguita sei anni dopo da quella dell' AstonVilla. Nel 1888 arriva la denominazione definitiva di Ipswich Town F.C., in occasione della fusione con l'Ipswich Rugby club. Si susseguiranno annate di tornei locali puntellati da qualche alloro, fino a che nel 1936 arriverà la consacrazione dello status di professionismo e nel 1938 l'iscrizione nel registro dei grandi della Football League. Ma ci stiamo dimenticando della casa, dello stadio che dal 1884 ospita i Tractor Boys: Portman Road. Dove la polvere del tempo ne avrebbe di storie da raccontare. Fascino vecchio stile, sfuggente e arcano, un impianto che ha visto tutto e ancora anela alla gloria. Come quella grande, unica e sorprendente, del 1962 quando con Sir Alfred Ramsey in panchina qui arrivò niente meno che il titolo di campioni d'Inghilterra. Fu un autentica sorpresa. Sull' onda emotiva della promozione in First Division i Tractor Boys non reciteranno nessun ruolo da comprimario, saranno loro gli attori principali. Il capocannoniere del torneo vestirà proprio la maglia blu, si chiama Ray Crawford e forse un po' di blu lo porta da sempre nel cuore visto che è nato a Portsmouth. Metterà a segno qualcosa come 33 reti, coadiuvato dalla prolificità offensiva di Ted Phillips che raggiungerà anche lui un eccellente bottino personale fatto di 27 centri. Ma non stupitevi. Erano anni strani quelli, che profumavano di novità. Mary Quant stava progettando la minigonna, esplodeva la pop art, i Beatles dopo il periodo tedesco iniziavano a raccogliere meriti e attenzioni, e il sogno di Martin Luther King conquisterà il nobel per la pace, nonostante in Vietnam esplodano i primi bagliori di una guerra crudele. Ad Alfred Ramsey a Ipswich hanno dedicato una statua, una via, e una tribuna. La sua era si concluse l'anno successivo alla vittoria in campionato. Dopo l'esperienza europea in Coppa dei Campioni che terminò contro il Milan di Rocco, che poi avrebbe vinto la manifestazione a Wembley contro il Benfica. Quell' Alf Ramsey che quattro anni dopo regalò per la prima e unica volta la coppa del mondo al suo paese. Fotogrammi impressi a fuoco nei ricordi degli inglesi. Tasselli lucenti nel mosaico della memoria. Le maglie rosse, l'eleganza e la raffinatezza di Bobby Moore che quando giocava sembrava davvero un obelisco egizio in un recinto di barbari, l' “in or out” di Geoff Hurst, e perché no, anche un cagnolino dal nome simpatico: Pickles. In marzo mentre Scotland Yard sta impazzendo a causa del furto della coppa Rimet, ritroverà il trofeo nascosto in un cespuglio di un parco londinese. Per trovare la statua di Ramsey e Portman Road basterebbe semplicemente scendere alla stazione e fare qualche passo a piedi, oppure se siete dall'altro lato del fiume, superare l' Orwell, affiancare il Punch&Judy, un pub familiare e pittoresco in Grafton Road, proseguire senza lasciarvi tentare da una pinta di birra, immettersi in Princes Road, e appariranno i riflettori dello stadio e la sua struttura. E' apparirà anche un altra statua, altro bronzo, altra sagoma, altre lettere scolpite nel marmo, altri momenti magici per l'Ipswich Town. E' quella di Robert William Robson per tutti Bobby, nato a Sacriston a poche miglia da Durham il 18 febbraio 1933. Robusto, tenace, un sorriso sempre accennato, due occhi chiari che prima ti penetrano l'anima e poi si allontanano indefinitamente. E' il quarto di cinque figli di una famiglia operaia. A pochi mesi dalla nascita si trasferisce a Langley nel profondo nord inglese, gente dura e orgogliosa, raffiche di vento, pioggia, ferro e miniere, dove il padre Philip aveva trovato un posto di lavoro. Si innamorerà del calcio e il sabato con qualche sacrificio si farà accompagnare a St. James's Park a vedere il Newcastle. Il ragazzo ha classe, nel 1950 arriverà il primo contratto da professionista con il Fulham, ma nonostante le prime sonanti sterline il padre voleva che continuasse a lavorare come elettricista. Perché non si sa mai, ed è sempre bene avere un mestiere in mano. E per po' riuscì a far convivere palloni e fili elettrici. Ma alla fine ovviamente si dedicò al calcio a tempo pieno. Fulham, quindi, ma anche WBA, e poi ancora Fulham, più 20 presenze e quattro reti con la nazionale di sua maestà. Il contatto con Ipswich arriva nel gennaio del 1969 dopo che l'anno precedente c'era stata una prima infarinatura nel ruolo di manager a Craven Cottage. Arriva a sostituire Bill Mc Garry che la stagione precedente aveva avuto l'onore di riportare i Tractor Boys nella massima serie. Dopo quattro stagioni mediocri, Robson condusse l'Ipswich Town al quarto posto nella First Division e al trionfo nella Texaco Cup nella stagione 1972-1973. Ma le ciliegine sulla torta della sua esperienza a Portman Road dovevano ancora arrivare. La prima è datata 1978. La data esatta, 6 maggio 1978. L'Ipswich vince la sua prima FA Cup. Un Ipswich Town che era stato bollato dai media come gli ingenui cugini di campagna, e che prima della finale sembrava avesse davvero ben poche possibilità di battere un Arsenal, che vantava Supermac, il micidiale attaccante Malcolm Macdonald. Eppure, Bobby Robson guidava una squadra che aveva concluso l'anno precedente al terzo posto in campionato e che nel cammino verso la finale aveva dimostrato carattere e buone geometrie, e che nel sesto turno si era presa l'ardire di fare sei reti al Den al cospetto degli sguardi torvi del pubblico di fede Millwall. Poi a Highbury contro il WBA venne guadagnata la chiave per le porte dorate di Wembley con un perentorio 3-1. E' la squadra di Paul Mariner, capelli lunghi, faccia da pirata, malizia da vendere. Al 10' un suo tiro a botta sicura colpisce la traversa . Entrambe le compagini sono state perseguitate da infortuni, lo stesso Macdonald dei gunners ha lottato con un infortunio al ginocchio che successivamente lo indurrà addirittura a una fine prematura della sua carriera. L' Ipswich continua a attaccare. Vuole scrollarsi di dosso l'etichetta di perdente sicuro. Pat Jennings portiere dell' Arsenal compie un salvataggio incredibile sul giovane terzino destro George Burley. Sembra davvero stregata la porta dei londinesi tanto che John Wark centrerà per ben due volte il legno del montante. Wark è scozzese di Glasgow. Fu scoperto dal talent scout George Findlay che dopo un provino fallito a Manchester lo portò a Ipswich. Grinta, baffo incolto, e sguardo di chi la sa lunga. Segnerà valanghe di reti. Non in quella finale, però. A risolvere il match ci penserà Roger Osborne su invito di David Geddis e a dirla tutta con la complicità del difensore in maglia gialla Willie Young. La sua gioia fu talmente incontrollabile che un minuto dopo fu sostituito da Mick Lambert. Aneddoto curioso di una giornata indimenticabile per il club del Suffolk. Ma la gloria di quel pomeriggio di Wembley, sarà affiancata tre anni dopo da una soddisfazione che ancora oggi viene ricordata con grande affetto e un briciolo di stupore mai sopito dalle parti di Portman Road, ovvero la straordinaria vittoria nella Coppa UEFA del 1981. Il pass per la manifestazione continentale era stato acquisito grazie a un eccellente terzo posto in campionato alle spalle del Liverpool campione, e del Manchester United ottimo secondo. Non era cambiata molto la squadra rispetto a quella che aveva trionfato in FA Cup tre anni prima. Il fascino del calcio totale olandese aveva portato due tulipani alla corte di Robson: Frans Thijssen e Arnold Murhen. Entrambi arrivano dal Twente. Entrambi centrocampisti. Sembrano due pittori fiamminghi della scuola di Van Eyck. Occhi luminosi e goliardia innata. Non dipingono a olio su tela, non hanno pennello e colori, ma porteranno ugualmente, sebbene su un rettangolo verde, la stessa visione e spazialità degli artisti di questa corrente pittorica. Si consolideranno Terence “Terry” Butcher, e Alan Brazil. Butcher “il macellaio” è un difensore centrale che nasce calcisticamente proprio a Ipswich. Un autentico colosso ghignante di quasi due metri. Sembra uscito da un corridoio della torre di Londra, dopo un intrigo ordito da Enrico VIII. Alan Brazil invece è un attaccante nato nel 1959, ricci clowneschi e la faccia da bravo ragazzo. Ma gli avversari non rideranno, nemmeno un po'. Segnerà 70 goal in 154 presenze con i blues. Il cammino europeo miete nei primi turni, Aris Salonicco, Bohemians Praga, e Widzew Lodz. Poi a provare a intralciare la strada ai Tractor Boys ci prova Monsieur Michel Platini con il suo Saint Etienne. Non ci riuscirà. Anzi sarà una disfatta per i francesi, come a Crecy come a Agincourt come a Trafalgar. Perderanno in casa e fuori, e sonoramente. Quattro a uno in Francia, Tre a uno in Inghilterra. In semifinale l'ostacolo si chiama Colonia. Le caprette. E vuoi che nelle campagne del Suffolk si tema un piccolo gregge di undici uomini in bianco? Anche qui doppio successo. Uno a zero fra le mura amiche, uno a zero al Mungerdorf. I pastori? John Wark e Terry Butcher. Arriva la finale, arrivano gli olandesi del AZ 67 di Alkmaar. I tornelli di Portman road nella gara di andata lasciano passare ufficialmente 27532 spettatori. Le porte difese da Eddy Treijtel, estremo difensore dell' AZ invece lasciano passare tre palloni. Sul primo c'è la firma di Wark sul secondo quella di Thijssen, sul terzo quella di Paul Mariner. Sembra fatta ma la gara di ritorno da giocare in Olanda potrebbe rivelare comunque qualche insidia. Sarà una partita tirata giocata allo stadio olimpico di Amsterdam, dove le marcature dei soliti Thijssen e Wark renderanno meno aspra la sconfitta per 4-2 ma che sopratutto garantiranno la vittoria, e una folla in delirio a Ipswich. Era il maggio del 1981. Io ero solo un bambino. Oggi Bobby Robson non c'è più, se l'è giocata fino alla fine. Non sempre le cose vanno come si vuole ma bisogna accettarlo. Ma quella foto in cui sorridente solleva la coppa è sempre un ricordo dolce. Così lontano, eppure ancora così presente, vivo. Sarà che sto invecchiando, che le mie memorie calcistiche sono come un romanzo. Sarà che è difficile far capire ai giovani la bellezza di quel calcio, e la nostalgia mi fa parlare più del dovuto. Ma c'è sempre bisogno di bellezza, di bellezza e di poesia, di aria fredda e di una sigaretta. Peccato che ho smesso di fumare.



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di SIR SIMON

sabato 30 giugno 2012

Le Piccole Civette e i Grandi Diavoli Rossi

L'edizione della League Cup inglese della stagione 1990-91 viene ricordata per essere stata la prima ad essere sponsorizzata dalla Rumbelows, ma soprattutto, ed è quello che a noi più interessa, per la grande e sorprendente vittoria delle Civette contro i fortissimi Diavoli Rossi.

Il 1991 fu infatti l'anno in cui a Wembley trionfarono le Civette, le Owls, dello Sheffield Wednesday guidato da "Big Ron", Ron Atkinson, contro una squadra sempre temibile e fortissima, i Diavoli Rossi, i Red Devils, del Manchester United guidato da Sir Alex Ferguson.

Il Wednesday nella stagione 1990-91 militava nella seconda serie inglese, mentre lo United al termine della stessa, avrebbe conquistato la Coppa delle Coppe battendo in finale il Barcellona di Stoichvov, Koeman, Salinas, Bakero, Laudrup e Guardiola.
Nonostante questa importante vittoria, per il Man Utd, non fu una delle migliori stagioni nell'era Ferguson e si classificò soltanto al sesto posto nella classifica della First Division e venne eliminato già al quinto turno della Fa Cup dal Norwich City.
Erano i primi anni di Ferguson, che arrivò a Old Trafford nel 1986, ed erano anni di costruzione, anni di preparazione a quella che sarebbe presto diventata una delle squadre più vincenti del mondo.
Il progetto del Manchester United era quello di tornare a vincere, il Titolo non arrivava addirittura dalla stagione 1966-67, ma con Sir Alex, di Titoli, ne sarebbero poi arrivati addirittura dodici, a partire dalla stagione 1992-93 fino a quella del 2010-11!
Nel Manchester United, non ancora così vincente di questa stagione, militavano comunque già grandi giocatori che avrebbero poi contribuito a rendere grande questa squadra come Steve Bruce, Gary Pallister, Bryan Robson, Paul Ince e Mark Hughes (che segnò due gol decisivi nella Finale di Coppa delle Coppe contro il Barcellona).
Il grande Manchester United di Sir Alex stava nascendo, stava per essere costruito dal suo condottiero, ma non era ancora pronto... e le piccole Civette dell'ex Ron Atkinson, che guidò lo United dal 1981 al 1986 prima di essere sostituito proprio da Ferguson, diede un piccolo grande dispiacere a questi grandi campioni...



...  Piccolo, forse, perchè confrontato alle vittorie che sarebbero arrivate nelle stagioni successive questa sconfitta per i Red Devils sembra davvero poco importante, ma grande, perchè le sconfitte fanno sempre male e forse anche da questa partita Sir Alex avrà potuto capire quali fossero le cose ancora da migliorare per rendere questa squadra una delle più forti al mondo.

Certamente fu un grandissimo piacere ed onore per le Owls, una vittoria da ricordare con orgoglio per sempre, una vittoria immensa e sorprendente... le Civette al cospetto dei Diavoli Rossi, una sfida impari, ma ancora una volta il football ha dimostrato che le magie possono succedere, certe emozioni che le Coppe Inglesi, nel corso della loro lunga e gloriosa storia, hanno saputo regalarci.

Lo Sheffield Wednesday, come già detto, militava in questa stagione nella Seconda Divisione al termine della quale riuscì ad ottenere la promozione classificandosi al terzo posto ed assicurandosi un posto nella storia partecipando nella stagione successiva alla First Division ottenendo un clamoroso fantastico terzo posto, alle spalle del Leeds United Campione e proprio del Manchester Utd secondo, che permise alle Owls di partecipare alla prima edizione della nuova Premier League nella stagione 1992-93 ed alla Coppa Uefa di quella stessa stagione.

La vittoria nella Coppa di Lega nel 1991 contro il Manchester United, che permise alle Owls di tornare a vincere un trofeo dopo 56 anni (ultimo conquistato fu la Fa Cup nel 1935), aprì un periodo importante per il Club che riuscì a restare nella massima divisione inglese, anche con ottimi risultati, fino alla stagione 1999-2000.


Nelle stagioni precedenti, tra il 1991-92 e il 1998-99 le Owls ottennero, dopo il sorprendente terzo posto, altri buoni piazzamenti, ma la stagione migliore, anche se poi si rivelò deludente nei risultati finali, fu quella del 1992-93.
In questa storica stagione le Owls, guidate dal manager ed ex giocatore Trevor Francis, arrivarono a giocarsi a Wembley le semifinali e le finali di Fa Cup e League Cup, ma entrambi i sogni di vittoria furono spezzati dall'Arsenal che inflisse due terribili sconfitte alle povere Owls che, forse, non avrebbero meritato questo triste epilogo in una stagione così importante e sorprendente.

Nella Finale di League Cup il Wednesday dovette arrendersi ai Gunners che si imposero per 2-1 rimontando il gol iniziale, arrivato dopo soli otto minuti di gioco, segnato da Harkes.
Le Owls, che avevano eliminato in semifinale il Blackburn Rovers di Alan Shearer, schieravano in quella stagione giocatori importanti come Waddle, Hirst, Bright e Sheridan.

Nella Fa Cup di quella stagione il Wednesday battè in una storica ed incredibile semifinale, a Wembley, addirittura i rivali cittadini dello Sheffield United!
La vittoria arrivò grazie al gol decisivo di Bright nei tempi supplementari al 108° minuto, dopo che i 90 minuti di gioco regolamentari erano terminati 1-1 con i gol di Waddle per le Owls e di Cork per le Blades.
Una vittoria importante, non solo perchè diede l'accesso alla Finale, ma anche perchè ottenuta contro le Blades, i rivali di sempre, una partita che i tifosi delle Civette ricorderanno per tutta la loro vita con grande piacere e orgoglio!
Nella Finale, ovviamente sempre a Wembley, il Wednesday affrontò l'Arsenal, squadra che aveva vinto il Titolo nella stagione 1990-91, e che schierava campioni come Merson, Limpar, Wright, Smith, Parlour oltre ad una difesa fortissima composta da Adams, Dixon, Keown, Winterburn e O'Leary.
Le Civette imposero l'1-1 grazie al gol di Hirst che al 61° pareggiò il gol di Wright arrivato al 20° minuto.
A quei tempi in caso di parità dopo la prima Finale, il regolamento prevedeva di giocare il replay, sempre a Wembley.
La partita si giocò il 20 maggio e l'equilibrio durò ancora ... il risultato al 90° fu infatti ancora di 1-1 con i gol di Wright, ancora lui, al 34° e di Waddle al 68°.
Questa volta però, come da regolamento, si giocarono i tempi supplementari durante i quali le Owls resistettero al cospetto dei forti rivali fino al 119° quando il gol decisivo di Linighan ruppe l'equilibrio e regalò la vittoria ai Gunners.
Una vera beffa per Waddle e compagni... soprattutto dopo la sconfitta sempre per mano dell'Arsenal arrivata un mese prima nella Finale di League Cup.
In un mese le Owls giocarono ben quattro partite a Wembley, davvero incredibile!

Ma torniamo alla stagione 1990-91, quella della grande vittoria contro il Manchester United...

La strada per arrivare a Wembley vide le Owls entrare in gioco a partire dal secondo turno nel quale eliminò in partite di andata e ritorno il Brentford con vittorie per 2-1 in entrambe le partite.
Nel turno successivo il Wednesday pareggiò 0-0 a Hillsborough contro lo Swindon, ma nel replay conseguente ottenne la vittoria esterna per 0-1.
Anche nel quarto turno le Owls dovettero ricorrere al replay per eliminare il Derby County, ed anche in questo caso fu decisiva la partita giocata fuori casa e vinta 1-2 dopo il pareggio casalingo per 1-1.
Nel quinto turno lo Sheffield vinse, sempre fuori casa, per 0-1 contro il Coventry guadagnandosi a sorpresa l'accesso alle semifinali.
L'avversario era il Chelsea di Wise, Le Saux e Durie, un avversario sicuramente temibile, anche se ancora non erano i Blues dei giorni d'oggi, ma che comunque si classificarono all'undicesima posizione della First Division di quella stagione.
Il Wednesday, però, eliminò i Blues senza grossi problemi vincendo 0-2 a Stamford Bridge e 3-1 nella partita di ritorno a Hillsborough.
Per le Owls arrivò un'incredibile qualificazione alla Finale di Wembley!

Nel frattempo il Manchester United raggiunse le Owls in Finale eliminando il Leeds United, dopo aver eliminato nei precedenti turni Halifax Town, Liverpool, Arsenal e Southampton.
Il cammino dei Red Devils fu davvero importante con l'eliminazione di squadre come Arsenal, battuto addirittura per 2-6 ad Highbury, e Liverpool.

I pronostici per la Finale di Wembley erano quindi ovviamente tutti a favore dei Red Devils che avevano l'opportunità di vincere per la prima volta nella loro storia questa competizione e di vincere un Trofeo anche nella stagione corrente dopo aver conquistato la FA CUP in quella precedente.

Ma alla fine le piccole Civette ebbero la meglio sui grandi Red Devils, la partita si giocò il 21 aprile 1991 alle ore 15, Wembley era una marea di tifosi di entrambe le squadre e l'atmosfera era sicuramente quella delle grandi occasioni...
chissà se i Red Devils in campo sottovalutarono le piccole Owls o se i tifosi si sentivano già la vittoria in tasca... non possiamo saperlo, ma di certo sappiamo che quella fu una giornata storica e meravigliosa per lo Sheffield Wednesday e per i suoi tifosi, una di quelle giornate memorabili da immortalare con foto da conservare con gelosia, ma soprattutto con ricordi ed emozioni da portarsi per sempre nelle menti e nei cuori di ciascun tifoso!

Queste furono le formazioni schierate dai due grandi manager, Sir Alex Ferguson, per i Red Devils e "Big Ron" Ron Atkinson, per le Owls:


GK1England Les Sealey
RB2Republic of Ireland Denis Irwin
LB3Wales Clayton Blackmore
CB4England Steve Bruce
RM5England Neil WebbSubstituted off in the 55th minute 55'
CB6England Gary Pallister
CM7England Bryan Robson
CM8England Paul Ince
CF9Scotland Brian McClair
CF10Wales Mark Hughes
LM11England Lee Sharpe
Substitutes:
DFEngland Mike PhelanSubstituted on in the 55th minute 55'
DFNorthern Ireland Mal Donaghy
Manager:
Scotland Alex Ferguson



GK1England Chris Turner
RB2Sweden Roland Nilsson
LB3England Phil King
CM4United States John HarkesSubstituted off
CB5England Peter Shirtliff
CB6England Nigel Pearson
RM7Northern Ireland Danny Wilson
CM8Republic of Ireland John Sheridan
CF9England David Hirst
CF10England Paul Williams
LM11Northern Ireland Nigel Worthington
Substitutes:
DFEngland Lawrie MaddenSubstituted on
FWEngland Trevor Francis
Manager:
England Ron Atkinson



Davanti a 77.612 spettatori la partita venne decisa da un gol di Sheridan al 37° minuto che segnò con una grande conclusione da fuori area sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto dalla fascia destra da Worthington e respinto fuori dall'area dalla difesa del Manchester United.



Fu ovviamente tanta la gioia dei giocatori in campo e quella dei tifosi arrivati da Sheffield sugli spalti! Si stava materializzando una delle pagine più sorprendenti nella storia del football inglese, una squadra di Seconda Divisone stava riuscendo a sconfiggere nella Finale di Coppa un grande Club di Prima Divisione come il Manchester United!





Chi segue il football inglese conosce bene quanto siano belle queste imprese da parte di "piccoli" Club, questa vittoria del Wednesday non fu la prima sorpresa e nemmeno l'ultima e ci auguriamo che le Coppe Inglesi ce ne possano sempre regalare tante!

Lo Sheffield riuscì a mantenere il vantaggio fino al 90° conquistando meritatamente ed incredibilmente la Finale di League Cup!!












Una grande pagina nella storia dello Sheffield Wednesday, nella storia della League Cup e nella storia del calcio inglese, un calcio che sa sempre regalarci tante emozioni e tanta voglia di amare questo fantastico sport!!







Nigel Pearson










      



Complimenti allora alle piccole Civette che in quel 21 aprile 1991 sconfissero contro i pronostici i grandi Diavoli Rossi e complimenti a tutte le "piccole" squadre che ci hanno regalato emozioni simili e che continueranno a regalarcene, non necessariamente conquistando un Trofeo, ma anche solo vincendo una partita, portando al replay di FA CUP un grande Club, ottenendo una salvezza o una promozione insperata, perchè il football inglese, fino a quando sarà in grado di regalarci queste sensazioni, non morirà mai!!