venerdì 16 marzo 2012

Dons, Shopping, Friends and Fish&Chips!!

Eh, sì, finalmente è arrivato il giorno tanto atteso, il giorno che mi riporterà nella Terra che amo, il giorno che mi farà iniziare un weekend che promette divertimento e tante emozioni!
Avevo organizzato da tempo questo weekend "lungo" con l'intenzione di andare a vedere Arsenal-Newcastle, con tanta voglia di tornare ad Ashburton Grove. con tanta voglia di riabbracciare i Gunners dopo averli visti da lontano (terzo anello di S.Siro..) nella gara di Champions a Milano, ed anche con la curiosità di vedere la Toonarmy in trasferta a Londra...
Ma il destino, o il caso, o la sfortuna forse, non lo ha permesso... infatti la partita dell'Emirates Stadium è stata spostata dal sabato pomeriggio al lunedì sera per un fantastico Monday Night al quale, però, non avrei potuto partecipare... lo spostamento del volo, le ferie al lavoro ed altri fattori non mi hanno permesso di restare a Londra fino al lunedì sera e così che, con rabbia e delusione, ho dovuto rinunciare alla partita.
Ma il destino aveva in serbo comunque una piacevole sorpresa....
Passata la rabbia, infatti, dopo aver appreso dello spostamento del match, non mi sono voluto arrendere e mi sono detto.... beh... Londra è la Capitale del Football... se mi viene impedito di andare a vedere i Gunners, allora mi sceglierò un'altra partita!!
A Londra, dopo aver messo da parte l'idea di andare a Coventry, giocano in casa in quel sabato pomeriggio parecchie squadre... Chelsea, West Ham, Brentford, Charlton, Wimbledon ed anche squadre di Non-League come l'Hampton & Richmond ed il Bethnal Green...
Per diversi motivi tutte le partite mi affascinavano e, dopo aver scartato il Chelsea, la scelta era tra West Ham e Wimbledon, pur sapendo che sia Brentford che Charlton sarebbero state interessanti.
La scelta prevaleva sugli Hammers, per poter assistere dal vivo ad una partita nella splendida atmosfera dell'Upton Park, ma qualcosa mi frenava e rimandavo sempre l'acquisto on line del ticket...
Poi sono venuto a conoscenza che Marco (Hibees) sarebbe andato a vedere Hampton-Truro in compagnia di un ragazzo italiano tifoso proprio del Truro... la scelta a questo punto pendeva su questa interessante partita di Non-League.
Ho cominciato cosi ad interessarmi all'Hampton e la squadra cominciava a piacermi.... ma qualcosa mi faceva ancora pensare al Wimbledon... sì, i Dons, proprio loro, una squadra che seguo da qualche anno, la cui storia mi ha sempre colpito molto soprattutto dopo aver letto il libro "Noi siamo il Wimbledon" di Faccendini, una squadra a cui sono molto legato e della quale ho visitato lo stadio, il Kingsmeadow, la scorsa estate.
Ed è così che il destino, o il caso forse... ha fatto sì che la mia scelta definitiva cadesse proprio sui Dons... infatti Marco mi aveva nel frattempo avvisato che non sarebbe più andato a vedere l'Hampton e quindi, affidandomi al destino, ho comprato il biglietto on line per la partita tra AFC Wimbledon e Dag&Red, un derby molto importante vista la situazione di classifica delle due squadre.

Ed è questo il primo motivo del titolo del mio racconto.... Dons... già, i Dons, perchè questa partita, come racconterò tra poco, segnerà positivamente il mio weekend, così come lo shopping, tanto come sempre, gli amici, sono andato a Londra in compagnia dell'amico Mc.Millan con le rispettive mogli ed ho incontrato un paio di amici di cui parlerò, ed il Fish&Chips che ha deliziato i miei pasti in compagnia di buona birra!!

Ma andiamo con ordine; venerdì sera siamo partiti da Bergamo alle 22,30 circa, l'aereo ha ritardato e così abbiamo preso lo Stansted Express per Liverpool Street alla 1.00 di notte... nessun problema comunque, la voglia di arrivare a Londra è talmente tanta che si può sopportare anche un ritardo!
Da Liverpool Street prendiamo un taxi (la tube è chiusa ovviamente a quell'ora) che ci porta al B&B di fiducia in Russel Square... tempo di mettere le valigie in camera e scendiamo subito da Tesco a rifornirci... di acqua comunque, la giornata successiva sarà pienissima e le ore per dormire e riposare davvero poche...

La mattina del sabato ci troviamo per la colazione, i programmi per la giornata sono pochi, ma sicuri: shopping e, solo per me, Wimbledon!!!
Durante la mattinata ci dirigiamo subito verso Oxford Street ed ovviamente il cuore ci porta direttamente a Carnaby Street! Io e Paul (Mc.Millan) non resistiamo ed abbandoniamo subito le donne, Silvia e Claudia, per buttarci subito nel negozio completamente ristrutturato di Ben Sherman!
La nuova collezione, però, mi lascia un pò deluso e non trovo niente che mi faccia impazzire, stessa cosa per Henri Lloyd... e allora capisco che sarà da Merc che potrò dare sfogo alla voglia di comprare qualcosa di originale...qui trovo sempre qualcosa che fa per me... ed anche stavolta compro una camicia bellissima, in stile tartan scozzese, ed un maglioncino verde che si abbina benissimo.
Dopo aver dato un'occhiata ad altri negozi come Pretty Green, Lambretta, Size (c'erano delle Adidas fatte apposta per la Nazionale Britannica delle Olimpiadi) e Soccer Scene (in bella mostra la nuova maglia che l'Inghilterra indosserà durante i prossimi Europei) ci ritroviamo con le mogli e continuiamo a passeggiare per Oxford Street e Regent Street.



Alle 12.30 circa comincio però ad entrare in clima "football"... la partita del Kingsmeadow mi aspetta e non vedo l'ora di essere là!!
Mentre gli altri vanno a mangiare io li saluto e prendo la tube per Waterloo e da lì il treno per Norbiton. Già nella stazione di Waterloo avevo trovato tifosi del Wimbledon e dei Daggers ed ho scambiato due parole con un signore, in compagnia del figlioletto, entrambi addobbati con maglie e sciarpe gialloblu, parlando dell'obbligo per i Wombles di vincere oggi...
Sul treno penso già a come sarà la partita, l'atmosfera, la gente, lo stadio pieno.... sento per telefono Marco che sta andando al The Valley a vedere Charlton-Notts County e ci diamo appuntamento per cenare insieme in serata.
Il treno arriva a Norbiton e qui finalmente mi rendo veramente conto di essere nella casa dei Dons!!
Ci sono tanti tifosi con la maglietta blu, ma anche tifosi dei Daggers, con i loro colori, blu e rosso, spesso "mischiati" senza problemi ai tifosi di casa, mi incammino verso lo stadio e dopo una decina di minuti ci arrivo!
Tutto fantastico... c'è l'arco che da il benvenuto al Kingsmeadow, casa del Wimbledon e del Kingstonian, c'è il piccolo box office ed una piccola bancarella che vende gadgets dei Dons.
Vado subito a ritirare il mio biglietto, compro ovviamente, guai a non farlo, il matchday programme, mi godo l'atmosfera, e vado allo shop... ci sono tante belle cose, compro la maglia, una sciarpa ed una spilla, parlo con due addetti del negozio spiegandogli che sono italiano e che seguo con passione il Wimbledon; uno di loro mi dice che il miglior libro sui Dons è scritto in italiano ed è proprio quello scritto da Stefano Faccendini! Gli dico naturalmente che lo ho letto e che conosco, seppur di fama ma non di persona, Faccendini che spesso si trova allo stadio, ma non oggi dato che è all'estero per lavoro.




















Fuori dallo shop c'è un cartello con disegnate delle maglie e scopro che viene data la possibilità ai tifosi di scegliere la loro maglia preferita, sia home che away, per la prossima stagione, scegliendo tra cinque alternative per ciascuna.




Do il mio voto e poi, impaziente, indosso la maglia appena comprata per essere pronto ad entrare nello stadio... prima di entrare, però, mi accorgo di una bancarella in cui c'è un cartello con scritto "Terry's Badge"... bellissimo! Capisco subito che si tratta di una bancarella che vende spille di squadre inglesi di calcio, una delle mie passioni!



Ci sono tante spille riguardanti i Wombles, alcune riguardanti le squadre di Premier (poche) e di Football League, ma soprattutto moltissime riguardanti squadre di Non-League!!!
Bellissime!!
Chiedo subito al signore (che sia lui Terry?) le spille di Dulwich Hamlet e Northwich Victoria, le due squadre di Non-League che seguo con maggiore interesse... lui mi guarda un pò stupito, capendo la mia "competenza" ed ancora più stupito quando gli spiego che sono italiano, ma che amo il calcio britannico ed anche quello di Non-League.
La spilla dell'Hamlet c'è, quella dei Vics sembra di no, ma poi Terry (chiamiamolo così!) cerca in una busta che aveva tenuto da parte e la trova!!
Compro anche una spilla del Cardiff e, dopo aver ammirato la splendida collezione, saluto e vado verso l'ingresso della Terrace!




Già il solo fatto di attraversare il tornello in quella piccola entrata mi mette in "eccitazione", sono emozionato e felice, entro e mi ritrovo davanti ad un bellissima spettacolo!







Come già detto, lo stadio lo avevo già visitato la scorsa estate, ma vederlo pieno di tifosi fa tutto un altro effetto! Ed è un effetto straordinario! Siamo solo all'inizio e già spero che il tempo passi lentamente in modo da potermi godere ogni singolo momento!
Le condizioni climatiche sono perfette, c'è un bel sole e fa quasi caldo... anche se mi conosce sa che una delle mie frasi tipiche, quando vado in GB, è "Spero che piova, voglio essere baciato ed accarezzato da quella splendida pioggerillina britannica, voglio sentirla sulla mia pelle...", ed è vero, lo penso veramente, ma in questo caso il caldo non guasta, posso sfoggiare la mia nuova maglietta senza subire freddo e vento...




Prima dell'inizio del match scatto un pò di foto allo stadio ed ai giocatori che si stanno preparando, ma soprattutto mi perdo nei miei pensieri ed osservo attentamente ogni singolo particolare.
All'entrata del Gate C c'è un muro con delle mattonelle con dei nomi incisi, credo siano nomi di tifosi, le terraces dietro le porte sono già abbastanza piene e i tifosi dei Daggers, ospitati nella John Smith Stand, sono già pronti e gasati.




Non ho trovato purtroppo un biglietto nella Tempest End, dove risiede la tifoseria più calda dei Wombles, ma sono nella Terrace (dietro una delle due porte) chiamata Kingston Road End, che è comunque stracolma e piena di entusiasmo.

L'atmosfera comincia a farsi sempre più bella , partono i primi cori da parte di entrambe le tifoserie, mi godo lo spettacolo, leggo il match programme ed attendo con ansia l'inizio del match previsto per le 15.





L'orario non si fa attendere e le squadre entrano in campo, ormai lo stadio è pieno, tutto è fantastico!!
Nel nostro settore si sta in piedi, si incita la squadra e siamo anche vicini agli ospiti che si fanno sentire per tutta la partita, sempre, comunque, nel massimo della civiltà e del rispetto.
Il primo tempo non regala grandi emozioni, ma per me non è un problema, dato che mi perdo nell'osservare tutto, nell'ascoltare i cori... mi diverto a sentire i commenti dei tifosi e nel vedere che almeno una decina di volte il pallone è stato calciato dai giocatori in campo fuori dal piccolo stadio!






Durante l'intervallo non riesco nemmeno a sedermi un attimo, sono troppo impegnato a fotografare, ascoltare, osservare...
Sono stato parecchie volte a vedere partite in Gran Bretagna, ma mai in uno stadio di questo tipo, mai a vedere una partita di League Two, mai in un "ambiente" di questo genere, con tanto calore, ma anche con tanta umiltà, con la consapevolezza dei tifosi di entrambe le squadre, di seguire, tifare ed amare dei piccoli Club con ambizioni di "basso profilo", ma non per questo meno appassionati dei tifosi dei Club più famosi ed importanti... anzi, in molti casi credo che siano proprio questi i veri tifosi, disposti a seguire dappertutto delle squadre che non potranno mai (forse... ricordatevi che il Wimbledon vinse una FA CUP clamorosa contro il Liverpool!!) regalargli grandi Trofei, ma solo piccole soddisfazioni, come delle promozioni o più semplicemente delle salvezze... o una qualificazione ad un turno di Coppa... ma questo è lo sport e questi tifosi lo rendono ancora più bello, più vero ed in certi casi quasi "romantico"...

Inizia il secondo tempo, la partita è più combattuta, i Dons sono schierati nella metà campo in cui c'è il mio settore e così riesco meglio a riconoscere qualche giocatore e ad osservare meglio la squadra.









Le emozioni non mancano, i tifosi si scaldano e cantano per tutta la partita, l'atmosfera si fa davvero incandescente quando arrivano i gol... al 73° i Dons passano finalmente in vantaggio grazie al gol di Midson che fa esultare tutto Kingsmeadow, compreso ovviamente il sottoscritto!!
I Daggers, che hanno assolutamente bisogno di vincere o, almeno, di pareggiare, non si arrendono e reagiscono bene creando qualche pericolo alla porta difesa da Brown. Qualche brivido di troppo che si trasforma in delusione all'83° quando il Dag&Red segna il gol del pareggio con Spillane....
grande gioia nel settore ospiti questa volta... delusione per noi, ma ci sono ancora speranze!
Voglio assolutamente vedere vincere i Wombles!! Ci spero e solo dopo tre minuti Djilali mi regala questo sogno!!! Gol del 2-1, tanta felicità, grande emozione!!
Lo stadio canta di gioia e soddisfazione e continua ad incitare la squadra che deve resistere agli attacchi dei Daggers che per fortuna non portano a nessun gol... l'arbitro fischia la fine del match, l'AFC Wimbledon ha vinto!! Tre punti importantissimi che lasciano i Wombles in una zona più tranquilla di classifica, in caso di sconfitta la situazione avrebbe potuto cominciare a diventare un pò pericolosa anche se va detto che i Dons non hanno mai rischiato in tutto il campionato di finire in zona retrocessione ed in complesso è stata una stagione tranquilla.

La gente esce... io resto... credo di essere l'ultimo dei tifosi ad uscire, restiamo dentro io e i giardinieri... faccio ancora foto, mi avvicino al tunnel che porta agli spogliatoi e vedo due giocatori, Knott e Djilali che parlano tranquillamente con delle persone, forse amici o parenti, in tribuna... i giocatori dei Daggers invece fanno una specie di summit post partita, gli auguro di cuore di salvarsi. è una squadra davvero simpatica, ed oggi ha anche giocato bene.

E' ora di uscire, do un ultimo saluto al Kingsmeadow, lo osservo ancora, sono certo che ci tornerò e di sicuro sono consapevole che porterò per sempre con me il ricordo di questa splendida giornata!

Mi avvio così verso la stazione con un pò di malinconia, ma con la soddisfazione di aver vissuto dei momenti davvero fantastici e di essere stato partecipe a questa bella vittoria, oltre ad essere stato presente, almeno per una volta, allo stadio nel corso di questa stagione storica ed importante per l'AFC Wimbledon che, dopo tanti anni di sofferenze, è finalmente tornato in Football League!

Il treno è pieno di gente che va a Londra, devo restare in piedi per tutto il tragitto, sono abbastanza stanco, ma la gioia e la soddisfazione prevalgono!
Arrivo a Waterloo, prendo la tube e vado a Russel Square dove, per riposare e rilassarmi, mi accomodo in un tranquillo Starbucks a gustarmi una calda cioccolata, facendomi cullare dalla musica del mio ipod che mi aiuta a ripercorrere con il pensiero la splendida giornata appena trascorsa.
Le canzoni degli Enemy, la tranquillità e la spensieratezza mi aiutano a riposare e nello stesso tempo a caricarmi in vista della serata!!
Più tardi mi raggiunge Paul, che, soddisfatto del proprio shopping, si prende un bel tè ascoltando il mio racconto sul match.

Si torna al B&B e dopo un breve riposo ed una doccia rinfrescante siamo pronti per uscire, destinazione Covent Garden dove ci aspetta il mitico Marco Hibees con fidanzata al seguito.
Sono contentissimo di rivedere Marco e dopo i saluti, quasi inconsapevolmente, iniziamo a parlare, guarda caso, di football britannico e del nostro amato forum Rule Britannia!!
Ci avviamo verso il Pub "Porters" consigliatissimo da Paul dove abbiamo prenotato un tavolo; il cameriere è molto simpatico e l'ambiente molto accogliente e tipicamente in stile british!
Mangiamo e beviamo, per me l'immancabile fish&chips, buonissimo, e soprattutto parliamo di calcio, Londra, forum. viaggi... tutto in grande sintonia, Marco ha sempre tante cose da raccontare!
Apprendo che il mio Preston ha soltanto pareggiato oggi contro lo Scunthorpe...e, pur trovandomi benissimo lì nel pub, sono anche ansioso di tornare in camera per guardare The Football League Show!
La serata trascorre benissimo, ci divertiamo molto, spero davvero che potranno esserci ancora tante occasioni di incontrarci, tutta la compagnia, intendo, dato che questa serata è fantastica grazie a tutti!






Stanchi della giornata piena di emozioni e di camminate, torniamo, dopo aver salutato i nostri amici londinesi con la promessa di rivederci presto, al B&B, dove posso gustarmi i gol della Football League e rivedere anche quelli dei Dons!

La mattina seguente, dopo aver fatto colazione, a proposito, Paul si è alzato un'ora prima per andare a fare una bella Full Engllish Breakfast in un bar vicino e poi si è fatto pure quella del B&B, (ottima, ma purtroppo senza le tipiche pietanze inglesi come bacon e uova...) ci siamo diretti verso Camden Town.
Negli ultimi viaggi a Londra ero spesso mancato da Camden e quindi ci torno con molto piacere, passeggiamo e guardiamo i negozi e le bancarelle dei mercati.



La prima cosa che faccio, però. è comprare "The Football League Paper" e "The Non-League Paper", meravigliosi giornali che commentano i risultati del sabato nella FL e nella Non-League inglesi.



C'è molta gente in giro, gente di ogni genere, si sa del resto che Camden è una zona molto "libera"!!





Paul ci procura, dopo aver dato un'offerta, il fiore giallo, simbolo della lotta contro il cancro della Fondazione Marie Curie, che subito attacchiamo alle nostre giacche...
in onore della "Gentry", famoso e leggendario gruppo di tifosi del Pne, compro una bombetta, "Bowler Hat" simbolo, appunto, della Gentry e sempre indossata dai tifosi che la compongono.



Pranziamo in un Pub, bacon e uova per me, riposandoci ed organizzando il pomeriggio... sono tante le cose che vorremmo fare, ma il tempo è poco e la scelta cade ancora sullo shopping..




Andiamo quindi a Covent Garden dove visito vari negozi tra cui Ben Sherman, Lyle Scott, Dr Martens e Baracuta, ma stranamente non concludo niente! 
Andiamo all'Apple Market di Covent, poi, passando per Regent Street, Oxford Street e Piccadilly, andiamo a Charing Cross a dare uno sguardo ad un paio di librerie... purtroppo arrivo tardi a Foyles che è già chiuso.
Dopo una sosta da Starbucks, a Carnaby Street, si torna al B&B.

La serata la passiamo alla Steak House in Piccadilly Circus dove abbiamo appuntamento con un'amica di Paul e Claudia che vive a Londra.
Naturalmente la riempio di domande sulla vita londinese, la serata passa in piena serenità ed allegria, gustandoci l'ottima carne della Steak House!




Sento poi per telefono l'amico Decio, un Italian Gooner arrivato a Londra per la partita di domani sera (quella che avrei dovuto vedere pure io..) e che avete conosciuto anche nel nostro forum, con il quale ci incontriamo in tarda serata. 
E' un piacere per me conoscere Decio, e la sua ragazza, di persona! E' sempre bello incontrare degli amici che fino a quel momento erano amici "virtuali", conosciuti tramite i forum!
Anche con lui i discorsi cadono subito sul football, sull'Arsenal e sul forum... andiamo alla ricerca di un pub per bere una bella birra in compagnia, ma la domenica a Londra, i Pub chiudono presto e sono tutti chiusi!
Mi dispiace molto non poter offrire una pinta al buon Decio e ci dobbiamo anche salutare di fretta perchè ci accorgiamo che anche la metropolitana sta per chiudere!
Anche se veloce, è stato veramente bello conoscere di persona un altro "malato" di football come me!

Arriva il lunedì, ultimo giorno a Londra.... già dalla mattina siamo meno "brillanti" dato che siamo consapevoli del fatto che alle 15 dovremo prendere un taxi che ci porterà a Liverpool Street... ma decidiamo di goderci tutto fino all'ultimo secondo!!
Mentre Silvia e Claudia fanno tappa da Harrods, io e Paul decidiamo di farci un giro più "culturale" passeggiando attraverso Trafalgar Square e dirigendoci poi verso il Big Ben e costeggiando poi il Tamigi godendoci il panorama e la città.
Altra tipica sosta da Starbucks, poi ci incamminiamo verso Piccadilly per andare da Lillywhites, ovviamente settore football... tante bellissime maglie, anche di squadre di Football league, ma l'attrazione principale è la nuova maglia dell'Inghilterra. Paul la compra, io sono molto tentato, ma, dato che ho già la maglia dei Mondiali, preferisco cambiare e prenderne una "diversa" ed alla fine prendo quella del Galles.



Non ancora contenti torniamo a Carnaby Street ed è ancora da Merc che compro un bellissimo cardigan!
Ci ritroviamo con le mogli e con l'amica londinese conosciuta la sera prima ed andiamo a pranzare al Pub "The Imperial", ancora Fish&Chips con birra per me, per salutare Londra nel migliore dei modi!



Passiamo allegramente questi ultimi momenti nella città più bella del mondo, ma inevitabilmente la testa mi porta a pensare che questo meraviglioso weekend sta per finire...

Torniamo al B&B dove in qualche modo riusciamo a chiudere le valigie dopo aver aggiunto gli ultimi acquisti... prendiamo al volo il taxi prenotato e andiamo a Liverpool Street e da qui lo Stansted Express che ci porta in aeroporto...

E' finita anche stavolta.... i pensieri sono sempre i soliti... voglia di tornarci il prima possibile, nostalgia, tristezza, la vita normale che ci aspetta, il lavoro.... ma alla fine prevale sempre la voglia di ricordare e non dimenticare mai questi giorni splendidi, le tante emozioni, i momenti di allegria, la passione per il football e quindi la partita dei Dons, lo shopping, non tornerò mai da Londra senza aver acquistato, il fish&chips, i pub, le birre, il bacon.... ma soprattutto gli amici... quello che ricorderò con maggiore piacere infatti è la bellissima compagnia, ringrazio Paul, Silvia e Claudia per aver condiviso con me dei momenti straordinari, ma anche Hibees e Decio (con le rispettive fidanzate), persone piacevolissime che spero di incontrare ancora e molto presto!
Un weekend indimenticabile che porterò per sempre nel cuore!

domenica 26 febbraio 2012

Il Sogno di Chesterfield, FA CUP 1997

Ecco un altro fantastico racconto "storico" del nostro amico Simon... godetevelo tutto!!


Se cercate il cuore dell'Inghilterra, troverete Chesterfield. La storica città anglosassone di Chesterfield Peak District, il parco nazionale più antico della Gran Bretagna, dove il panorama più marcatamente cittadino sfuma nelle immense distese di verde della campagna e dove la storia di duchi e duchesse si mescola a quella leggendaria del vicino Nottinghamshire di Robin Hood.
E’ questa una parte di Gran Bretagna molto diversa da quella che probabilmente ci si aspetta avendo come punti di riferimento le grandi metropoli inglesi. Per immaginarsela basta aver presente qualche pagina del romanzo di Emily Bronte, Cime Tempestose, là dove l’autrice descrive con dovizia di particolari paesaggi spianati nell’orizzonte pianeggiante e crinali spazzati dal vento.
Grandi spazi aperti, dunque, con una natura che sovrasta architetture e circonda strade asfaltate, questa è l’impronta definitiva del Derbyshire - Peak District, regione di confine dell’East Midlands britannico, dove si trova Chesterfield. E’ quasi scontato iniziare a parlare della città citando quel curioso monumento che la simboleggia, noto come “Crooked Spire”, in gergo “twister”, il più fotografato e il più chiacchierato. Ma tant’è. Questa specie di torre in cima al campanile della Chiesa di Saint Mary and all Saints ha una inedita forma ricurva e avvolgente, che ha dato adito a svariate interpretazioni tra lo scientifico e il folkloristico, non ultima quella che attribuisce il merito o la colpa al Diavolo in persona..A Chesterfield il rito del tè viene preso molto seriamente, e per questo non sarete mai lontani da una sala dove poter gustare un'ottima tazza della bevanda nazionale. Come per esempio all' Hobb’s Cafe, dove potrete riscaldarvi le mani di fronte a un caminetto scoppiettante, oppure avvolgendole attorno a una grande tazza di tè bollente. Questo delizioso caffè si trova affacciato sulla Valle di Monsal e sull'elegante viadotto, così potrete anche rilassarvi osservando uno splendido panorama.
Forse gli appassionati bibliofili preferiranno la Music Room della libreria Scarthin Books, con i comodi tavolini e le pareti ricoperte degli oggetti più disparati, dalle mappe antiche a un paio di corna di cervo. Ma naturalmente, se sarete immersi nella lettura del vostro romanzo preferito, forse non vi accorgerete di nulla. Ma di certo non potrete non notare gli scones biologici con la frutta secca o la deliziosa torta alla polenta e limone, che meritano senza dubbio la massima attenzione.
E nel frattempo, se avete voglia di ascoltare della musica mentre sorbite la vostra tazza di tè, provate da Old Smithy, ai confini della tenuta di Chatsworth. Anticamente l'edificio ospitava l'officina di un fabbro, ma oggi è stato trasformato in un rinomato caffè. E oggi, in luogo del rumore della ferratura dei cavalli, sentirete solo il tintinnio delle tazze di porcellana, accompagnato dalle note del gruppo musicale 'Smithy’s Brew Folk Club', che si esibisce regolarmente nel locale.
Ma il nome di Chesterfield in Gran Bretagna è noto soprattutto per il più grande mercato all’aperto che vi si svolge ogni lunedì, venerdì e sabato, il Chesterfield Market appunto, di cui si ha notizia storicamente accertata sin dal 1165. Nei banchi sparsi per tutto il centro storico si può trovare di tutto, dall’abbigliamento alla gastronomia all’antiquariato.
Se invece cercate il Chesterfield F.C., avete invece due opzioni. Se come mi auguro avete un animo romantico, allora la prima visita obbligatoria è giù in Saltergate, al vecchio Recreation Ground, lo stadio che, dal 1871, fino a due anni fa ha ospitato le partite interne degli Spireites.
La seconda è nel nuovissimo impianto in Sheffield Road che le odiose regole del calcio moderno hanno ribatezzato New B2 stadium. Struttura moderna è accogliente, ma senza radici, tanta comodità, e poca anima. Ma probabilmente era giusto cambiare e ammodernarsi, se poi la scelta è stata dettata da un referendum fra i tifosi, allora, amen. Forse siamo noi nostalgici che non ci accorgiamo del tempo che cambia e ci illudiamo che nessuna ruspa possa seppellire i nostri ricordi.
Il Chesterfield è il quarto club più antico d'Inghilterra (dopo Notts County, Nottingham Forest, Sheffield Wednesday; anche se alcuni ritengono che lo Stoke City sia la seconda più antica). Il Chesterfield sostiene di essere stato fondato nel 1866. Il primo documento ufficiale è stato un avviso su un giornale locale messo da parte dei membri del Chesterfield Cricket Club (19 ottobre 1867). La squadra è stata ammessa per la prima volta in un campionato di seconda divisione nel 1899 ed ha assunto questo nome dal 1919 eliminando di fatto l'appellativo “Town” . Gli spireites ha trascorso la maggior parte della loro storia in basse divisioni e non hanno ma raggiunto la massima serie. Il più importante risultato è stato raggiunto nel 1997, quando raggiunse una clamorosa semifinale di FA Cup contro il Middlesbrough. Un traguardo storico solo se si considera che l'ultima volta che una squadra non partente dal terzo turno era arrivata a disputare una semifinale fu il Plymouth Argyle nel 1984, eliminato poi dal frizzante Watford di Peter Taylor e Elton John. Uno degli artefici dell'impresa fu senza dubbio il manager scozzese John Duncan che prese, (anzi sarebbe meglio dire riprese visto che aveva già guidato il club dal 1983 al 1987) le redini della squadra nel 1993. E solo dopo due anni il Chesterfield conquistò la promozione in second division attraverso le emozioni dei play off's. Fu il preludio alla grande giornata, a quel 14 aprile 1997 che vide quasi 30000 tifosi in blu arrivare all' Old Trafford. Per sostenere i loro beniamini. Per battere il Middlesbrough dei campioni di Brian Robson, e per sognare Wembley. Il sogno era cominciato come il romanzo più famoso di Mary Shelley, ovvero in “in una fredda e grigia sera di novembre” quando al Recreation Ground al primo turno di FA Cup si presentò un agguerrito Bury deciso a vendere cara la pelle. Servì un goal di testa del centrale Williams susseguente a un calcio d'angolo per superare l'ostacolo e aspettare il sorteggio successivo che disse Scarborough, e, per fortuna, ancora nello stadio di casa. Su un terreno visibilmente allentato dalla pioggia uno splendido pallonetto di Kevin Davies, e un astuzia di Holland, che approfittò di uno sbandamento della difesa ospite siglando il 2-0 finale, inserì il Chesterfield nella nobile urna del turzo turno. La sorte fu ancora benevola per gli uomini di Duncan. L'avversario non era di quelli di grande richiamo ma per lo meno le possibilità di andare avanti c'erano tutte. Il 14 gennaio 1997 a Chesterfield arriva il Bristol City. Nel primo tempo un contropiede dei padroni di casa interrotto da un fallo all' limite dell' area lascia i robins in 10 uomini. Nella ripresa una doppietta di Jonathan Howard farà letteralmente esplodere di entusiasmo il pubblico accorso a Saltergate. Il quarto turno dice Burnden park, la tana del Bolton Wanderers. E qui bisogna aprire una parentesi. Digressione necessaria perché sarà la serata di Kevin Cyril Davies. Nato nel 1977 a Sheffield tira i suoi primi calci a un pallone con la maglia dello Sheffield United, poi a 15 anni lascia le “Blades” e la città dell'acciaio per trasferirsi a Chesterfield. Biondiccio, scaltro, istrionico quanto basta. Ai tempi di Charles Dickens si sarebbe confuso benissimo fra i personaggi di Oliver Twist. Scarpe bucate, risse, e fughe. Ma il suo romanzo è l'area di rigore. Quella sera a Bolton, manderà completamente in tilt la difesa dei “Trotters”mettendo a segno una tripletta variegata per stile d'esecuzione, che aprirà ai suoi l'accesso agli ottavi di finale. Per la cronaca l'incontro terminerà 3-2 per il Chesterfield. 



Il quinto turno se non è proprio un derby, vi assomiglia molto. A Saltergate arriva un nome di grido, una squadra che ha fatto la storia in Inghilterra e sopratutto in Europa. Arriva il Nottingham Forest. C'e un bel sole su Chesterfield. Nel Forest giocano gente del calibro di Dean Saunders e Brian Roy, mentre in panchina ringhia Stuart Pearce. Ma gli Spireites, non si lasciano intimorire. Lasciano l'iniziativa agli ospiti, e appena possono colpiscono con micidiali contropiedi. E infatti in avvio di ripresa Mark Crossley, il portiere del Forest è costretto ad atterrare in piena area di rigore il lanciatissimo Holland. Dal dischetto Tom Curtis angola splendidamente per l' 1-0, che sarà anche il risultato finale. 
Il sorteggio successivo per il sesto turno confermerà il trend fortunato per i ragazzi di Duncan. Il sogno della semifinale se lo giocheranno ancora in casa contro un avversario decisamente alla loro portata. Il 9 marzo 1997 si gioca Chesterfield- Wrexham, in un clima visibilmente eccitato e con una folta rappresentanza di tifosi gallesi, anche loro alla ricerca di un giorno di gloria. E se sono gli eroi che si procurano la gloria, quel giorno è Chris Beaumont che sale l'olimpo del calcio inglese. Al 58° del secondo tempo soffia furbescamente un pallone alla difesa del Wrexham alzando una parabola che si insacca dolcemente in rete fra il giubilo generale. Beaumont avrebbe nei piedi anche la palla del raddoppio ma stavolta il palo gli dirà di no. Duncan esulta in panchina, assomiglia a un Harry Potter attempato. La sua bacchetta magica funziona alla meraviglia. Il Chesterfield vola in semifinale. Ad attenderlo in un Old Trafford che si preannuncia esaurito ci sarà il “Boro” dei campioni. L' “attendance” ufficiale dichiarerà 49640 presenze. Due macchie di colore distinte e entusiaste. E' il 13 aprile 1997. Chesterfield è deserta. Si va in campo così:

Chesterfield (4-4-2): Mercer; Hewitt, Williams, Dyche, Jules; Howard, Curtis, Holland, Perkins, Morris, Davies. Substitute Carr, Leaning, Beaumont.
Middlesbrough (4-3-2-1): Roberts; Fleming, Festa, Vickers, Kinder; Hignett, Emerson, Mustoe; Juninho, Beck, Ravanelli. Substitute Blackmore, Whyte, Campbell.
Referee: D Elleray (Harrow-on-the-Hill).


 



Sulla carta non dovrebbe esserci partita. Il Middlesbrough è una squadra ricca che può permettersi campioni affermati. C'e “Silver Fox” Fabrizio Ravanelli fresco reduce della vittoria in Champions League con la Juventus di Lippi, c'è il brasiliano Juninho, biondo, piccolo, quasi gracile, ma pieno di estro, finte, percussioni letali. C'è il suo connazionale di colore Emerson, uno scorcio di 700 adagiato su botti di rum nel mar delle Antille, ma non siamo su un brigantino diretto in Giamaica, siamo su un campo di calcio. E lui nonostante la stazza e agile e preciso, e in mezzo al campo si fa sentire. C'è Gianluca Festa proveniente dall'Inter. Tenace e orgoglioso come tutti i sardi. Sembra un ufficiale pensieroso delle guerre del risorgimento italiano. In realtà lontano da facili metafore un ottimo e poderoso difensore. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma ci saranno due episodi significativi. Il primo è l'espulsione di Kinder per doppia ammonizione, il secondo un salvataggio sulla linea dei difensori del Chesterfield. Con l'uomo in più gli Spireites guadagnano fiducia e nella seconda parte di gare arrivano i fuochi d'artificio. Ad aprire le marcature sarà Morris al 54° che si ritrova nei piedi un pallone con su scritto “spingere” frutto di un precedente tiro di Davies che Roberts smorza ma non allontana. 1-0. Sull'onda dell'entusiasmo Morris è incontenibile. Sfugge di forza ai centrali del Boro e Roberts lo stende platealmente. Elleray dice che è calcio di rigore. A trasformarlo è il capitano Sean Dyche. Testa calva, uno fuoriuscito dalla guerra dei cent'anni, compagno di sbronze e saccheggi nei villaggi francesi. 2-0. A Duncan cadono gli occhiali mentre esulta. Sembra fatta. Non lo è. Il Middlesbrough reagisce, e il Chesterfield incredibilmente viene rimontato. Prima Ravanelli, poi Hignett su rigore portano l'incontro ai tempi supplementari. Ma fra la rete di di Ravanelli e il pareggio ci sarà un episodio che sarà ricordato. Un tiro a botta sicura di Davies che sbatte violentemente sulla traversa e rimbalza dentro la linea di porta. Ma l'arbitro e i suoi assistenti non vedono, o non vogliono vedere. E allora arriva l'ulteriore punizione che sa tanto di beffa. Dopo 10 minuti Gianluca Festa sembrerà chiudere i conti e ristabilire le impazzite gerarchie del calcio inglese. Un goal, quello del 3-2 che avrebbe spezzato le gambe a chiunque. I tifosi in rosso cantano “Que sera sera, whatever will be, will be, We're going to Wem- ber-ley Que sera, sera! Ma la dea fortuna non ha ancora abbandonato del tutto il Chesterfield. C'é ancora un lembo della sua tunica che sfiora la testa di John Hewitt a un minuto dal termine del match. Il suo colpo di testa sul lancio disperato di Beaumont è una preghiera che si insacca nell' angolino alto alla sinistra di un Roberts incredulo. Tre a tre. La favola del piccolo Chesterfield non è finita. Ma nel replay giocato a Hillsborough, questa volta il Middlesbrough non farà sconti. Finirà 3-0. Beck, Ravanelli, Emerson. Il Boro va a Londra a giocarsi la finale di FA Cup contro il Chelsea, ma dovrà inchinarsi per 2-0 ai blu di Stamford Bridge.


DYCHE PENO FA CUP 2-0

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Chesterfield fa cup print


di Sir Simon