venerdì 5 maggio 2017

THE SHIELDS ‘RIVALRY’

Il football nel Nord Est dell'Inghilterra è dominato dalle due squadre più blasonate e rappresentative di quelle zone ed anche dalla loro forte rivalità, stiamo parlando ovviamente del Newcastle United e del Sunderland, il cosiddetto "Tyne-Wear derby", dal nome dei fiumi che attraversano le due città, è in assoluto tra i più sentiti nell'intero Regno Unito, ma forse anche in Europa.

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Magpies e Black Cats, tuttavia, non sono le uniche squadre presenti nel Nord Est dell'Inghilterra e, pur essendo senza dubbio le più importanti, non lo sono certamente per i tifosi di altri Club, come Middlesbrough ed Hartlepool, ma in alcuni casi si tratta di squadre di piccole città e non professionistiche, con di conseguenza poco seguito, ma pur sempre amate da quei tifosi che , fedeli al motto "Support your Local Team", le amano con grande passione.
Squadre come Gateshead, Blyth Spartans, Darlington, Durham City, Bishop e West Auckland... solo per citarne alcune delle più importanti ...
Ma ci sono due squadre forse ancora meno conosciute e la cui rivalità passa in secondo piano, ma che rappresentano due città così vicine tra loro e divise solo dal fiume Tyne che per i rispettivi tifosi il derby vale tanto quanto quello tra Newcastle e Sunderland.
North Shields e South Shields, così si chiamano le due città, ma anche di conseguenza le due squadre, hanno molte cose in comune, in circa 800 anni di storia hanno condiviso lo stesso tipo di sviluppo geografico, ma anche socio-economico e politico dato che entrambe sono sorte, come detto, sulle rive del fiume Tyne, ma anche vicine alle acque del Mare del Nord.
Entrambe le città hanno avuto come attività principali la costruzione di navi, la produzione del vetro e l'estrazione del carbone, a North Shields si mantiene ancora oggi un forte legame con l'industria della pesca nonostante il declino dei commerci tradizionali legati alla navigazione.
Queste due città sono ormai sempre meno indipendenti dato che nel corso degli anni tutto il commercio si è sviluppato accentrandosi nelle due grandi città del Nord Est, Newcastle e Sunderland, ma si è mantenuta una certa "amichevole rivalità" tra gli abitanti, un vecchio detto definiva North Shields la parte monetaria e South Shields la parte soleggiata, anche se non è ben chiaro il significato di questa definizione.
Dal 2011 è stato esteso il servizio che collega attraverso la metropolitana le città del Nord Est e due tunnel stradali sotterranei sotto il fiume attraversano le due città anche se è certamente più romantico e pittoresco sapere che ancora oggi è presente un servizio di traghetto che le collega con traversate durante tutta la giornata.


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Ma passiamo al football..  nel recentissimo passato entrambe le squadre hanno ottenuto dei successi importanti, il North Shields ha infatti conquistato nel 2015 sotto l'arco di Wembley il FA Vase, la Coppa Nazionale riservata alle squadre di Non-League, mentre al termine della stagione corrente, la 2016-17, il South Shields ha vinto il campionato della Northern League Division 1 ottenendo così la promozione nella Northern Premier.


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La promozione del South Shields Campione non era così scontata come si potrebbe credere, infatti molti Club che in passato hanno vinto questo campionato, come ad esempio Marske United, Shildon e Newcastle Benfield, hanno rinunciato a passare al campionato di livello superiore per mancanza di fondi e per evitare quindi conseguenze spiacevoli a livello finanziario che avrebbero potuto rappresentare dei veri e propri tracolli societari come dimostrato ad esempio da squadre come Whitley Bay, Durham City e Spennymoor United. 
La Northern League è il secondo campionato più antico, venne fondata infatti nel 1889, ma soltanto nel 1991 è stata incorporata nel sistema calcistico inglese data la riluttanza dei Club del Nord a farne parte preferendo una propria indipendenza.

Le due città hanno certamente visto giorni migliori rispetto agli ultimi decenni durante i quali pressioni finanziarie e governi conservatori negli anni '80-'90 ne hanno condizionato lo sviluppo industriale ed economico.
Nel 1991 avvennero delle vere e proprie rivolte da parte dei cittadini di North Shields che provocarono gravi danni e quando durante un inseguimento la polizia uccise due ragazzi del posto che scappavano a bordo di un'auto rubata la situazione peggiorò ulteriormente.
In un articolo della rivista "The Football Pink" ho trovato questa definizione abbastanza "inquietante" riguardante gli abitanti di North Shields: "North Shields è una città pazza ; un antico porto di pesca con una cultura endemica del bere pesante e dell'uso di droghe leggere e pesanti e ogni singolo indicatore di privazione sociale che si può immaginare è arrivato fino a 11. Questa è una città di uomini duri che odiano le autorità con passione;  fanno letteralmente ciò che vogliono "...
Beh.. a dire la verità non è che dall'altra parte del fiume la situazione sia stata migliore ed anche la reputazione di South Shields non è da meno..

Comunque dal punto di vista calcistico in questi ultimi anni nei quali i colossi Newcastle e Sunderland non stanno di certo facendo grandi cose, retrocessione dalla Premier alla Championship nella stagione 2015/16 per  i Magpies e nella stagione 2016/17 per i Black Cats, North e South Shields stanno dando parecchie soddisfazioni ai propri tifosi.

Il North Shields, soprannominato "The Robins" (I Pettirossi dato che i colori sociali sono il rosso ed il bianco), venne fondato nel 1896 con il nome di North Shields Athletic giocando per 4 anni nella "South Shields and District League" prima di spostarsi nella Northern Combination.


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Proprio in quegli anni i Robins trovarono casa all'Appleby Park, un impianto da 15.000 posti e diventato tra i più importanti stadi amatoriali del Paese, sorto su un terreno dal quale in passato si estraeva il carbone.
Sarebbe un gioiellino ancora oggi per gli appassionati se nel 1992 il North Shields, in crisi finanziaria, non fosse stato costretto a lasciarlo vendendo il terreno sul quale venne costruita una zona residenziale dopo aver abbattuto l'Appleby Park.. un vero peccato.. nemmeno a dirlo la maggiore affluenza registrata in quel leggendario stadio risale al 1936 quando proprio contro il South Shield accorsero 12.800 spettatori, un numero incredibile per una partita di non-league.


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Proprio il 1992 fu uno degli anni più difficili per il Club che oltre a dover vendere il terreno sul quale sorgeva l'Appleby per pagare i creditori, i giocatori ed i membri dello staff, rischiò seriamente di sparire, venne fatto retrocedere scendendo di ben cinque categorie e giocando così nella Wearside League, ma si salvò grazie all'intervento di un gruppo di finanziatori che acquistarono il Club con l'aiuto anche di due componenti dei Lindisfarne, una rock band del Nord Est molto famosa negli anni '70.

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Dopo un periodo nel quale la squadra ha giocato su diversi campi, ed in particolare in quello della vicina Wallsend, il North Shields è poi riuscito a trovare terreno in città e ad accasarsi al Ralph Gardner Park, poi rinominato nel 2010 Daren Persson Stadium in seguito ad una sponsorizzazione, ma chiamato affettuosamente dai tifosi "The Morgue" .
Nel 2004 i Robins sono finalmente tornati nella Northern League Division 2 dopo 15 anni di assenza, i maggiori successi del Club risalgono alla stagione 1968/69 quando vinsero la Northern League conquistando un punto in più rispetto ai rivali del Whitley Bay e quando a Wembley batterono per 2-1 il Sutton United vincendo la FA Amateur Cup, la competizione che precedette il FA Vase.

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E nella stagione successiva, propria nella stessa in cui il Newcastle conquistò il suo ultimo trofeo vincendo la Coppa delle Fiere contro gli ungheresi del Újpesti Dózsa, il North Shields intraprese la sua prima storica avventura europea proprio grazie alla conquista della FA Amateur Cup.

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Infatti in quegli anni, tra il 1968 ed il 1976, si giocava la Anglo Italian Amateur Cup, competizione ideata dall'italiano Ottorino Barassi e riservata a squadre semi amatoriali inglesi ed italiane che si erano aggiudicate la FA Amateur Cup in Inghilterra e la Coppa Dilettanti in Italia, ed il North Shields nell'edizione del 1969 affrontò gli italiani della Almas Roma in una doppia sfida da giocarsi nelle due città.
La prima sfida si giocò a North Shields ed i Robins si imposero per 2-0, ma in Italia la squadra romana rispose con una vittoria con lo stesso identico risultato che significò un risultato aggregato di 2-2 che permise alle due squadre di vincere in comune il Trofeo condividendo così questa grande soddisfazione.




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In tempi più recenti l'ascesa del North Shields è iniziata nel 2012 quando il Club assunse come nuovo manager Graham Fenton prelevandolo dal Blyth Spartans, un passato da giocatore anche con squadre del calibro di Blackburn Rovers ed Aston Villa, che in due stagioni portò la squadra alla promozione nella Prima Divisione della Northern League.

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Nel settembre del 2014 i Robins hanno iniziato la loro avventura nel FA Vase, competizione alla quale hanno partecipato ben 536 squadre di non-league, partendo dal primo turno nel quale hanno avuto la meglio del Northallerton sconfitto per 1-0.
Nei turni successivi il North Shields ha eliminato Stokesley SC, AFC Emley, Sunderland RCA, Seaham Red Star, Consett, Phoenix Sports e Erith & Belvedere, una cavalcata stupenda che ha portato i Robins alla semifinale, un traguardo inaspettato e sorprendente.
In semifinale erano previste partite di andata e ritorno, l'avversario sarebbe stato l'Highworth Town , membro della Hellenic Premier League, che i Robins sconfissero per 0-1 in trasferta nella prima gara.
La partita di ritorno vide 1.500 spettatori accorrere al "Morgue" i quali poterono vedere la loro squadra trionfare per 2-0 ottenendo così il lasciapassare per un sogno chiamato Wembley!

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Si trattava di un'impresa fantastica, era soltanto la seconda volta nella sua storia, dopo il 1969, che il North Shields approdava a Wembley, e per i tifosi e per ogni cittadino fu certamente un grande motivo di orgoglio, finalmente i Robins potevano mettersi in mostra dinnanzi all'Inghilterra intera, il piccolo North Shields e la piccola città di North Shields sarebbero stati almeno per un giorno protagonisti.
L'avversario sarebbe stato il Glossop North End che era arrivato in Finale già nel 2009 perdendo contro il Whitley Bay.
Dopo 9 mesi e 9 turni giocati (il GNE ne aveva invece giocati 7 essendo entrato in gioco dopo i primi due turni) il North Shields poteva concludere questa durissima e lunghissima lotta coronando il sogno di giocare nel mitico Wembley, non c'è niente di meglio per un qualsiasi giocatore inglese, figuriamoci per dei dilettanti abituati a ben più piccoli palcoscenici.. 
Furono 9.674 gli spettatori delle due squadre che accorsero fino a Londra, tantissimi se pensiamo che in media nelle partite dei rispettivi campionati ci sono circa 300 spettatori e se pensiamo che North Shields è una cittadina con poco più di 10.000 abitanti... e se pensiamo anche alle condizioni di quelle persone e di quelle famiglie di operai e pescatori possiamo immaginare ai sacrifici fatti per poter essere presenti a quell'appuntamento con la storia..

La formazione del North Shields fu la seguente: Bannon, Donnison, Grey, Parker, Hughes (c), McKeown, Richardson, Morris, Holmes, Luccock, Bainbridge, con in panchina Coppen, Wrightson, Lancaster, Forster e Carr.

Fu il Glossop NE a passare in vantaggio con un gol di Bailey al 55°, ma i Robins lottarono con tutto il cuore trovando il gol dell'ormai insperato pareggio all'80° con Bainbridge.
La partita terminò in parità e ci vollero quindi i tempi supplementari per trovare un vincitore... ed al 95° fu Forster, entrato in campo al 69°, a realizzare il gol della rimonta e soprattutto della vittoria per il North Shields.


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Dopo il successo nella FA Amateur Cup nel 1969, sempre a Wembley contro il Sutton United, il North Shields conquistò la sua vittoria più importante trionfando nel FA Vase, un risultato straordinario e davvero sorprendente.
Anche per Fenton si trattava del secondo successo a Wembley, nel 1994 aveva infatti giocato per l'Aston Villa battendo il Manchester United e conquistando la League Cup.

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Fu certo una grande e prestigiosa vittoria quella del 1994 per Fenton, ma sicuramente fu una bella soddisfazione anche quella di aver portato a Wembley il piccolo North Shields guidandolo poi a questo storico successo.
Ci fu giustamente grande festa per i giocatori che con tutte le loro forze avevano cercato questa vittoria, una vittoria arrivata da lontano, iniziata da Northallerton fino ad a arrivare a Wembley!
Grande gioia anche per i tifosi e per tutta la città che accolse con grande entusiasmo la squadra che ricevette gli applausi percorrendo le strade di North Shield a bordo di un bus scoperto come da tradizione!


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L'anno successivo, al termine della stagione 2015/16, il North Shields arrivò alla finale della Northumberland Senior Cup ed al St james Park di Newcastle si impose per 3-4 contro il Blyth Spartans, squadra di due categorie superiori, al termine di un match emozionante e con tanti gol e deciso nei minuti di recupero da Carr.


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I Robins erano in svantaggio per 2-1 (con il momentaneo 1-1 realizzato da Ormstron), ma poi arrivò la doppietta di Bainbridge che ribaltò il risultato.
Gli Spartans pareggiarono al 77°, ma come detto ci ha poi pensato Carr a regalare la vittoria al North Shields.


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Pochi mesi dopo questo successo è arrivata per i tifosi una notizia shock, il manager Graham Fenton ha infatti rassegnato le proprie dimissioni per andare a sud del Tyne a guidare proprio loro, i rivali di sempre, quelli del South Shields... un Club ambizioso certo, ma una scelta che avrebbe reso ancor più incandescenti i derby tra le due squadre.
Nella stagione successiva, quella corrente 2016/17, le due squadre si sono ritrovate ancora in Finale, ma stavolta, sempre al SJP di Newcastle, sono stati gli Spartans ad imporsi dopo un'altra battaglia terminata sul risultato di 3-2; il Blyth si era portato su un rassicurante 2-0, ma all'85° i Robins hanno riaperto il match che però gli Spartans hanno nuovamente messo al sicuro al 90°, inutile poi il gol del definitivo 3-2 arrivato un minuto dopo.


Il South Shields ha avuto una storia più travagliata, infatti prima del Club attuale ci sono stati alle origini altri due Club che hanno utilizzato questo nome: nel 1889 venne fondato il primo South Shields, poi diventato l'attuale Gateshead FC, e nel 1936 nacque un nuovo South Shields che arrivò nella semifinale del FA Trophy nel 1974 anno nel quale cambiò il proprio nome in Gateshead United fallito poi nel 1977.
Proprio nel 1977 venne fondato il South Shields attuale che militò nei primi anni della sua esistenza nella Wearside League e poi stabilmente nella Northern League giocando principalmente le proprie partite a Gateshead e poi, dal 1992 al 2013 al Filtrona Park a Jarrow.
Il Club rischiò di scomparire durante la presidenza di John Rundle, ma poi con l'acquisizione del Club da parte di Geoff Thompson il South Shield cominciò la sua ascesa.
Il nuovo proprietario riacquistò nel 2015 il Filtrona Park, rinominato Mariners Park per via del soprannome del Club, appunto "The Mariners" , dopo che nelle due precedenti stagioni si era dovuto giocare a Peterlee, distante ben 18 miglia a sud.



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Nella stagione 2015/16 il South Shields vinse per la prima volta nella sua storia la Northern League Second Division conquistando 107 punti con un'incredibile differenza reti di +91.
A guidare in campo quella squadra c'era un giocatore carismatico e dal passato importante, si trattava dell'argentino Julio Arca, arrivato nel Nord Est dell'Inghilterra dall'Argentinos Juniors per giocare a lungo con il Sunderland e poi con il Middlesbrough per poi dover lasciare il calcio professionistico nel 2013 a causa degli infortuni.
A quel punto Arca, su richiesta di un amico, cominciò a giocare per passione e divertimento nella Sunday League militando nel The Willow Pond, un "pub team" di Sunderland nel quale le sue prestazioni non passarono inosservate a Jon King, manager del South Shields, e da Thompson che non esitò ad acquistarlo.
A 35 anni Arca diventò il giocatore più importante della squadra che conquistò quella promozione, la sua esperienza, unita alla sua classe, furono le armi vincenti ed il South Shields vinse la sua scommessa.


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Un altro giocatore fondamentale fu Warren Byrne che all'età di 16 anni non riuscì a convincere il Middlesbrough ad offrirgli un contratto da professionista, ma che divenne poi tra i migliori nella Northern League grazie ai suoi gol.
La sua "fama" non andava oltre la Northern League fino a quando nell'aprile del 2016 non realizzò un fantastico gol contro il Tow Law Town, una giocata meravigliosa che lo vide controllare la palla al volo prima di portarsela ai piedi per trovare una straordinaria conclusione dalla distanza che si infilò in rete.
Erano pochi gli spettatori presenti, ma grazie alla modernità, i video del gol fecero il giro del mondo facendolo diventare celebre ed il gol venne anche premiato come il migliore nella Budweiser’s 2016 Dream Goal competition che portò un premio in denaro anche al South Shields.


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Fu una promozione che lanciò ancor di più le ambizioni del Club che nella stagione successiva avrebbe anche potuto giocare il derby contro il North Shields.

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Questa notorietà internazionale e la vittoria del campionato hanno spinto Thompson a finanziare le ambizioni del Club per il futuro e dai rivali del North Shields venne ingaggiato nel ruolo di manager Graham Fenton.
E le ambizioni erano state ben riposte, infatti al termine della stagione 2016/17 i Mariners hanno vinto la Northern League Division One totalizzando 108 punti e con una differenza reti di +92, importante, forse anche decisiva, la vittoria nel finale di campionato per 0-1 proprio al Morgue, in casa dei rivali del North Shields.

South Shields' players celebrate their winning goal at North Shields on Saturday. Image by Peter Talbot.

Molti Club in queste categorie rinunciano alla promozione per motivi finanziari e logistici (trasferte troppo lunghe e di conseguenza costose), ma non è questo il caso del South Shields che da Campione potrà godersi il salto di categoria continuando ad aspirare a qualcosa di sempre più importante.


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Nonostante tutto la "Shields Rivalry" non la si può definire così accesa come si potrebbe pensare; le due città, infatti, sono cresciute insieme ed hanno condiviso le stesse difficoltà nel processo del loro sviluppo, in un certo senso tra gli abitanti delle due città c'è quasi complicità e  molti aspetti in comune.
Calcisticamente parlando le due squadre non hanno militato molto spesso negli stessi campionati e si potrebbe anche dire che le principali rivalità per North e South Shields sono nei confronti di altre squadre, in particolare il Whitley Bay per i primi ed Hebburn Town o Jarrow Roofing per i secondi.
Non si può nemmeno parlare di una rivalità  tra Geordie e Mackem come nel caso di Newcastle e Sunderland anche se storicamente sembra che North Shields sia "terreno Magpies", mentre a South Shields non sembra esserci una vera e propria supremazia di tifo per una o l'altra squadra.
Negli ultimi anni l'affluenza al Daren Persson ed al Mariners Park sono aumentate, questo potrebbe essere dovuto ai periodi negativi che stanno attraversando Newcastle e Sunderland, ma anche ai periodi positivi di Robins e Mariners.
In particolare si pensa che durante l'era Ashley a Newcastle molti tifosi dei Magpies abbiano preferito abbandonare St James Park per i prezzi troppo alti favorendo cosi l'affluenza negli stadi di non-league, North Shields è una zona di "classe operaia" ed è possibile che molti che prima si recavano a Newcastle ora preferiscano risparmiare qualche soldo restando nella propria città a  sostenere il proprio Local Team.
Al "Morgue" il tifo sta diventando sullo stile degli Ultras europei, un pò come accade anche al Dulwich Hamlet, ed un gruppo di tifosi porta striscioni con scritte italiane come ad esempio "Curva Nord", "Paninaro" o "Seguire i Pettirossi".

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Nel caso del South Shields, invece, l'affluenza al Mariners Park è aumentata anche e soprattutto grazie all'arrivo del nuovo Presidente che ha portato nuove ambizioni e speranze oltre che, ovviamente, a vittorie importanti.
La media spettatori al seguito dei Mariners raggiunge quasi sempre l'ottima media di circa un migliaio, sicuramente c'è grande entusiasmo intorno a questa squadra.

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La vittoria del South Shields nel derby in casa dei Robins, la loro vittoria del campionato oltre al passaggio di Fenton da una sponda all'altra sono tutti aspetti che hanno contribuito ad aumentare la rivalità tra i due Club ed i loro tifosi, purtroppo nella prossima stagione le due squadre non giocheranno nello stesso campionato e non potremo quindi rivivere un altro emozionante derby.

Possiamo comunque dire che attualmente il South Shields se la sta passando meglio e non solo per la promozione, il Club è più ricco e dispone di uno stadio con le caratteristiche adatte per poter giocare la prossima stagione nella categoria superiore; il North Shields, invece, ha dovuto negli ultimi anni avere a che fare con un budget sempre limitato ed il Daren Persson non ha i requisiti per permettere ai Robins, in caso di un'eventuale promozione, di giocare in categorie superiori a quella attuale.


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Due squadre ed una rivalità che ci hanno portato nel profondo della non-league, due piccole città abitate da operai, pescatori e marinai, da queste parti si può ancora assaporare la magica atmosfera del vecchio calcio, quello vero, quello che regala ancora emozioni vere, battaglie in campo per onorare una maglia, per dare una gioia ai tifosi.
Il sottoscritto ama il mondo della non-league ed è rimasto assolutamente affascinato da questa rivalità tra due squadre per molti sconosciute, ma così amate e seguite dai loro tifosi, veri appassionati che hanno preferito rinunciare al business del grande calcio per buttarsi a capofitto in questa realtà affascinante e supportando la propria squadra locale.
La mia preferenza va ai Robins o, come affettuosamente chiamati dai propri Ultras, i "Pettirossi", squadra con maggiore tradizione ed una storia più importante, un Club oggi forse inferiore rispetto ai rivali dal punto di vista finanziario e sportivo, ma forse non dal punto di vista della passione, un sentimento che non si può comprare nè con i soldi, nè con il successo.
Un saluto quindi dal Nord-Est dell'Inghiterra ed in particolare da North Shields e dal suo pescatore più famoso!!

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Tratto da "The Football Pink"

lunedì 27 marzo 2017

Pioggia, Stadi, Castelli e Cattedrali..

Ed eccoci pronti per un'altra immersione nel mondo che più mi piace, il "mondo inglese", così diverso e sempre così affascinante ed irresistibile, il suo richiamo è sempre forte ed è impossibile respingerlo.. e quindi siamo pronti per esplorare nuove città e nuovi stadi per un "mix" di football e cultura, per cercare di conoscere sempre meglio l'Inghilterra e gli Inglesi.
Io e Silvia partiamo come di consueto da Bergamo il venerdì mattina, ho grandi aspettative per questa vacanza dato che, innanzitutto, potremo partecipare ad un vero derby fuoricasa, quello tra Blackburn Rovers e Preston North End, un'esperienza tutta da vivere nel settore ospiti dedicato ai tifosi dei Lilywhites, ma sono anche entusiasta perchè questo viaggio ci porterà in una città che da anni desidero visitare, ma che fino ad ora non eravamo mai riusciti a vedere, sto parlando di Durham, famosa per la sua cattedrale e della quale molti ne parlano bene, compresa una coppia di genitori italiani che anni fa incontrai al Manchester Airport e che mi raccontarono che stavano andando a trovare il figlio che per motivi di studi abitava proprio lì.
Ma andiamo con ordine, il volo va perfettamente ed anche meglio perchè finalmente riesco a fotografare, durante la fase di atterraggio a Manchester, lo stadio dello Stockport County, l'Edgeley Park, realizzando una spettacolare foto con vista aerea della casa degli Hatters.


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Manchester ci accoglie con la sua tipica pioggia ed un vento freddo, ma non sarà certo questo a spaventarmi, chi vuole sole e caldo vada in alti lidi, questi sono posti per gente che sa come resistere al freddo, per gente che non si demoralizza vedendo un cielo nuvoloso, per gente che ama esplorare e conoscere cose nuove piuttosto che rilassarsi su una sdraio bruciandosi sotto i raggi del sole.
Ad aspettarci c'è l'amico Trevor che gentilmente si è offerto di accompagnarci in macchina a Blackburn dove risiederemo per i prossimi quattro giorni... beh.. non proprio subito però... avevo infatti chiesto in precedenza a Trevor se sarebbe stato possibile vedere gli stadi di Accrington Stanley e Burnley, vicini a Blackburn, pensando di fare delle brevi soste sulla strada.. ed invece Trevor, non esattamente per la gioia di Silvia, ma certamente per la mia, ci porta a vedere cinque stadi... non poteva esserci inizio migliore di vacanza per me!!
La pioggia continua a scendere incessantemente, ma anche per Trevor questo non sembra essere assolutamente un problema, coperti solo di cappellini o cappucci delle nostre giacche (rigorosamente niente ombrello!) scendiamo dalla macchina per vedere gli stadi e fare delle foto.. non so dove vuole portarci esattamente, mi dice solo che per le 17 dovrà essere a casa, a Preston, abbiamo quindi circa 3 ore ed a me va benissimo.
Per farmi capire, e forse per mettere alla prova le mie conoscenze storiche calcistiche, quali sia la prima meta del nostro "mini tour di stadi" , Trevor mi chiede qual'è la squadra che il Preston North End riuscì a sconfiggere per 26-0 in FA Cup, un record ancora imbattuto per questa competizione... senza esitazione rispondo "Hyde United, 26-0 nel 1887", corretto.. ed allora si arriva ad Ewen Field, la casa, appunto, dell'Hyde United, squadra di non-league, purtroppo il piccolo stadio è completamente chiuso e non c'è nessuno a cui chiedere di poter entrare, ma ci accontentiamo di vederlo dall'esterno riuscendo a dare qualche piccola sbirciatina all'interno dove riusciamo ad intravedere gli spalti.
Da grande appassionato sono contentissimo di essere qui, lo stadio non è particolarmente bello o affascinante, almeno dall'esterno, non resterà tra i miei preferiti, ma sono comunque soddisfatto di averlo potuto vedere.


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Riprendiamo la macchina, la prossima tappa? Beh.. c'è un coro dei tifosi del Preston che dice "We are the One and Only North End" e Trevor mi chiede se lo siamo veramente l'unico "North End" ed io rispondo... " beh.. no... c'è il Glossop North End"... ed eccoci cosi diretti verso il "Surrey Street" un altro piccolo stadio di non-league, che comunque mi incuriosisce parecchio dato che, proprio per il suo nome simile a quello del PNE, il Glossop è da parecchio tempo una squadra che mi interessa e per la quale nutro una piccolissima simpatia.
Dopo un percorso in macchina nella periferia di Manchester, arriviamo a Glossop, la pioggia è addirittura aumentata, ma scendiamo "con coraggio" (vista l'intensità ed il freddo) e qui posso godere di uno spettacolo migliore rispetto a quello precedente.. l'entrata principale dello stadio accoglie i tifosi con una grossa insegna che dice "Welcome to Surrey Street" con il nome ed il simbolo del Club, da appassionato di ogni particolare noto che sotto l'insegna c'è anche un bidone per la spazzatura con la scritta "G.N.E.F.C.", le iniziali della squadra, una cosa che forse in pochi noterebbero, molti la riterrebbero insignificante o addirittura "brutta da vedersi" (stiamo effettivamente parlando di un bidone della spazzatura!), ma che per me sembra così affascinante ed un segno di"identità" nel proprio Club locale...
Anche qui troviamo tutto chiuso, ma per fortuna, mettendosi in punta di piedi, si riesce a vedere lo stadio internamente, gli spalti sono semplici ed è un tipico stadio di non-league, così pieno di fascino..lo immagino pieno di gente, con i tifosi locali pronti ad incitare la loro piccola, ma orgogliosa squadra, al grido GNE! GNE! GNE! un pò come quello che facciamo noi con PNE! PNE! PNE! .. in fondo non c'è un solo North End... ma almeno due..


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Salutiamo il Surrey Street e ci dirigiamo, questa volta senza indovinello, verso Bury, sono emozionato dall'idea di poter vedere il Gigg Lane, gli Shakers del Bury FC mi ispirano simpatia, qui ci gioca anche un ex giovane promessa del PNE che mi piaceva parecchio, Danny Mayor, ma temo che anche qui non sarà possibile visitare lo stadio... il percorso in macchina è un pò più lungo, a volte mi chiedo come faccia Trevor a guidare così tranquillamente sotto una pioggia così forte.. probabilmente per abitudine.. entriamo in piccole strade e faccio fatica a capire dove siamo, ma ad un certo punto vedo un cartello con la scritta "BURY FC" e poi un cartello che indica la direzione per Gigg Lane, ci siamo, siamo arrivati!
Lo shop è aperto, entriamo, compro una spilla del Club, Trevor parla con la commessa e capisco che non può farci visitare lo stadio, sono un pò deluso, ma anche qui possiamo comunque vederlo dall'esterno, purtroppo le mura un pò anonime dello stadio non mi dicono molto, sono certo però che vederlo dentro sarebbe stato uno spettacolo, peccato, resta comunque una squadra simpatica e lo stadio mi lascerà un ricordo positivo anche se con qualche rimpianto per non aver potuto godere in pieno della sua bellezza.

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E dopo Gigg Lane ci portiamo verso il Lancashire, il viaggio è ora più lungo ed in macchina parliamo con Trevor di vari argomenti, non solo calcistici, il che mi fa piacere perchè noto che queste chiacchierate mi aiutano tantissimo a migliorare il mio inglese, è davvero importante parlare con loro, i veri inglesi, noto anche varie differenze di pronuncia tra gli inglesi del nord e quelli del sud oppure con gli scozzesi, spesso infatti Trevor mi corregge, orgoglioso di essere inglese a modo suo, come un vero inglese del Lancashire deve essere!

Arriviamo a Burnley e più precisamente davanti al famigerato Turf Moor, dico famigerato per la rivalità che lega il PNE al Burnley FC, infatti Trevor non si sente molto a suo agio qui e lo capisco, sicuramente ricorda qualche spiacevole trasferta, ma non resiste alla tentazione di appiccicare proprio su un manifesto posto sulle mura dello stadio uno dei suoi adesivi firmati "North End Soul" indicante una frase non proprio cortese nei confronti dei rivali.
Entriamo nello shop, non oso comprare la spilla del Club (ho una piccola collezione) perchè mi sembra che Trevor non sia ben disposto a restare lì molto e forse se mi vedesse comprare qualcosa riferito al Burnley mi guarderebbe male.. non faccio nemmeno il tentativo di chiedere di vedere lo stadio internamente (del resto questa è una squadra di Premier e sarebbe davvero difficile visitarlo senza fare un vero e proprio tour a pagamento), usciamo e vedo Trevor dirigersi verso un'agenzia di scommesse.. io e Silvia lo seguiamo, è in corso la famosa gara di cavalli a Cheltenham trasmessa in diretta sulle piccole tv poste all'interno, c'è gente che scommette e che guarda interessata, anche Trevor punta qualcosa... è un ambiente tipicamente inglese, guardiamo il finale della corsa e quando vediamo il vincitore notiamo Trevor andare al bancone a riscuotere soddisfatto la sua vincita...beh.. non si sarà trovato a suo agio a Turf Moor, ma perlomeno questa visita indesiderata gli ha fruttato un bel pò di soldini a quanto pare!!

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Bene, sono contento per lui! Il tempo passa veloce, Trevor fa qualche telefonata probabilmente per avvisare che arriverà in ritardo al suo appuntamento a Preston, mi spiace per lui e gli dico che se ha dei problemi può anche portarci in albergo, ma invece ci porta anche ad Accrington e qui penso sia la visita migliore di oggi... il Crown Ground è per me uno spettacolo, proprio davanti all'ingresso c'è il Pub "The Crown", noi ci portiamo però ad un'entrata secondaria dove troviamo un cancello aperto! Nonostante la pioggia continui a scendere forte ed incessante scendiamo di corsa per approfittare del cancello aperto che mi da la possibilità di vedere lo stadio dall'interno!
Bellissimo, sono emozionato e la pioggia crea delle pozze nel campo di gioco che lo rendono ancora più tipicamente inglese, faccio diverse foto e qui posso veramente respirare l'atmosfera del football inglese, qui, forse anche perchè siamo riusciti ad entrare, posso chiudere gli occhi ed immedesimarmi in un tifoso del glorioso Stanley, prendo la pioggia in faccia quasi con soddisfazione, vorrei star lì ancora e ancora... beh.. ne sono certo, l'Accrington Stanley mi ha rubato una parte di cuore, mi piacerebbe poterci tornare un giorno per assistere ad una partita, qui l'atmosfera dev'essere davvero magica!


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E' ora di andare, vedo Silvia stanchissima (e come biasimarla? direttamente dall'aeroporto e sotto la pioggia, il vento ed il freddo è venuta a vedere degli stadi ...) e quindi chiedo a Trevor di portarci a Blackburn in albergo rinunciando a vedere probabilmente altri 2-3 stadi, quelli del Clitheroe, che comunque dico a Trevor che avrei potuto visitare la domenica quando sarei andato in quella città, del Darwen e del Nelson che però sarebbe stato un pò più fuori zona e sarebbe probabilmente stato un problema anche per Trevor.. non voglio approfittare troppo di lui e non voglio essere troppo egoista così si va a Blackburn e finisce questa piccola "avventura" certamente comunque piacevole.
Trevor non capisce perchè ho deciso di risiedere nella "bruttissima" Blackburn piuttosto che nella "bellissima" Preston, gli dico semplicemente che volevo vedere una nuova città pur brutta che possa essere.. beh, Trevor non aveva tutti i torti, ma alla fine anche qui avremmo poi trascorso dei momenti piacevoli.
Ringraziamo e salutiamo il gentilissimo Trevor, che ha fatto davvero tanto per me e non solo in questa occasione, e "finalmente" possiamo andare a riposarci in albergo... a dir la verità io sarei anche pronto per uscire subito per vedere il vicinissimo centro città, ma la stanchezza, la pioggia ed il fatto che ormai i negozi sono chiusi ci convince a rimanere lì ed a cenare più tardi in albergo, dove c'è un cameriere che mi rimarrà impresso per sempre perchè ad ogni frase dice "no worries".. lo avrà ripetuto un centinaio di volte! 
Sono comunque già con la testa rivolta alla mattina successiva... la partita di Ewood Park inizierà presto, alle 13, e quindi la giornata del football inizierà abbastanza presto!

Ed il sabato arriva veloce, sono carico, vivere di persona il derby contro il Blackburn ad Ewood Park è un sogno per me, ed anche se le prime rivali del PNE sono Blackpool e Burnley, non vedo l'ora di respirare l'atmosfera di una partita del genere per di più da giocarsi "in casa del nemico".
Lo stadio è molto distante dal centro città e quindi, dopo la rigorosa Full English Breakfast andiamo nella vicinissima stazione dei treni e prendiamo il treno che da Blackburn ci porta in 3-4 minuti nella stazione di Mill Hill... arriviamo, sono le 10.10 ed abbiamo appuntamento con due amici del PNE che arriveranno alle 10.28 da Preston.
Attendiamo... beh... diciamocelo.. è un postaccio... stazione piccolissima, senza indicazioni, senza biglietteria, sporca, desolata e deserta, probabilmente è utilizzata solo da chi vive in questa zona e per chi va allo stadio perchè sicuramente non c'è nulla da visitare, è una zona periferica e bruttina... addirittura una signora del posto viene a chiederci quando sarà il prossimo treno diretto a Blackburn e le rispondo probabilmente alle 10.28 calcolando che il treno da Preston arriverà a quell'ora.. siamo qui per la prima volta in questo posto sperduto da qualche parte nel Lancashire, ma siamo noi a dare informazioni sui treni ad una persona che vive qui... incredibile!
Finalmente il treno da Preston arriva, la polizia è pronto ad accogliere i Northenders, è un derby leggermente a rischio, anche se, come dicevo, la rivalità non è altissima, anzi, in certi casi ho notato anche buoni rapporti tra tifosi delle due squadre.
Tra i vari tifosi troviamo anche Mark e Christine, con i quali avevamo appuntamento, erano venuti a Lecco, la mia città, la scorsa estate e da lì abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia.

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Con loro, ovviamente sotto una comunque leggera pioggia, ci dirigiamo a piedi verso il "The Brown Cow" il pub dove dobbiamo incontrarci con altri tifosi e dove solitamente vivono il pre-match i tifosi che arrivano in trasferta a Blackburn.


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Il pub è bellissimo, c'è tutto quello che deve esserci per renderlo inglese al 100%, c'è il bigliardo, ci sono le freccette, le macchinette per giocare ed ovviamente ci sono tante birre, scelgo la Boddington's, la mia preferita e così inizia il nostro pre-match, sono le 11 circa.
Al bancone nel pub non posso non notare una sciarpa dell'AFC Darwen, squadra di non-league che prende il nome di una zona di Blackburn poco distante da qui... beh.. rimango affascinato.. il detto "Support your Local Team" ricorre spesso da queste parti, inutile dire che mi piacerebbe vedere lo stadio (che avrei anche potuto vedere con Trevor), ma so che devo rinunciare... non posso certo pretendere che dopo due giorni dedicati al football Silvia, ma anche i nostri due amici, sarebbero disposti ad andarci dopo aver visto il match di Ewood Park!


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Ci sediamo ad un tavolo in compagnia di altri amici, tra i quali Janice, Stuart, John ed altri, l'atmosfera è come sempre rilassata e divertente, nessuno sembra teso per la partita, nessuno cerca il contatto con i tifosi avversari presenti nel pub, si pensa solo a bere ed a divertirsi, questo è il calcio che amo, questo è secondo me il modo di vivere la partita.
Come ci eravamo promessi la scorsa estate facciamo uno scambio di regali con Mark e Christine, loro ci hanno portato un magnete della città di Preston (abbiamo l'abitudine di prenderne uno in ogni città che visitiamo e per assurdo ancora non lo avevamo della "nostra" città), mentre noi gli abbiamo portato delle confezioni di Pocket-Coffee, li amano, ma in Inghilterra non esistono! Li offriamo anche ad altri, alcuni sono entusiasti di provarli, altri sono scettici e li rifiutano cortesemente..

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Purtroppo, come accade sempre in queste occasioni, il tempo vola, saluto altri ragazzi che mi riconoscono ed andiamo verso lo stadio, sono emozionatissimo perchè non ho mai visto Ewood Park ed è uno di quegli stadi che non possono mancare nella mia "collezione", uno stadio storico e che ha visto i Rovers conquistare il Titolo di Campioni di Inghilterra nel 1995.
Arriviamo, lo intravedo in lontananza, e già è uno spettacolo, essendo però tifosi in trasferta non possiamo staccarci tanto facilmente dal gruppo per poter vedere bene lo stadio nella sua completezza e non riesco nemmeno ad entrare nello shop (per la solita spilla..), siamo sotto il settore ospiti e la polizia fa in modo che ci restiamo, riesco giusto a comprare il match programme e poi ci mettiamo in fila al nostro ingresso, salutiamo Mark e Christine, che hanno dei biglietti in un'altra zona del settore ospiti, ma ci diamo appuntamento all'uscita.
Ed eccoci pronti ad entrare nella Darwen End Stand, noto un muro dello stadio sulle cui mattonelle c'è un grosso "Poppy" e le immagini di vecchie glorie dei Rovers, un aspetto, quello di ricordare e rispettare la memoria di chi non c'è più, che mi piace molto e che ricorre spesso negli stadi inglesi.


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Entriamo attraversando i soliti tornelli, prima di andare sugli spalti ci fermiamo a salutare alcuni amici, in particolare John e Roseanna, un paio di ragazzi mi riconoscono e regalo loro degli adesivi, ovviamente dedicati al PNE, che avevo ideato e fatto realizzare tempo fa.
Manca poco all'inizio della partita ed entriamo quindi nello stadio prendendo i nostri posti, sono contento che in trasferta si possa ancora stare praticamente sempre in piedi, riesco anche a mettere una mia bandiera esponendola proprio in un punto ben visibile ai tifosi avversari, quelli più "accesi" non sono infatti nella "curva" opposta alla nostra, ma sono un piccolo gruppo alla nostra sinistra.
Questo mi delude parecchio, so bene che i tifosi dei Rovers sono in protesta con i proprietari del Club, ma non mi aspettavo che non avessero nemmeno un'intera "curva" composta da quei gruppi di tifosi che solitamente fanno atmosfera lanciando i cori ecc..
In ogni caso entrare ad Ewood Park è stato fantastico, un colpo d'occhio bellissimo, uno stadio come piacciono a noi appassionati di vecchia data, stadio tipicamente inglese che mi riempie di emozioni.
Il nostro settore comincia a lanciare qualche coro per incitare la squadra che è in campo per l'ultimo riscaldamento, i tifosi dei Rovers alla nostra sinistra mostrano il loro malcontento nei nostri confronti ed un paio di loro si rivolgono a noi con gesti di sfida e di scherno, tutto il settore del PNE li deride, sono dei ragazzini e uno di loro indossa dei pantaloncini talmente larghi che sembrano quasi essere una gonna... comunque noto proprio che quel gruppetto più "scatenato" è composto da ragazzi molto giovani, sicuramente mostrano la loro passione ed il loro attaccamento per la loro squadra locale (e questo mi fa piacere perchè vista l'attuale situazione sarebbe stato più facile "diventare" tifosi di grossi Club come quelli di Manchester e Liverpool non troppo distanti da qui) ed in un certo senso li apprezzo, ma da un'altra parte mi fa un pò tristezza vedere come questo glorioso Club, che nonostante la rivalità ho sempre ammirato, sia diventato un Club poco rispettato dalla sua stessa Dirigenza, da tempo in conflitto con la sua tifoseria.


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In generale comunque l'afflusso di tifosi è buono, i tifosi veri non hanno abbandonato il Blackburn Rovers, solo mi aspettavo più entusiasmo ed atmosfera soprattutto in un derby come questo e visto anche il periodo positivo della squadra dopo l'arrivo del nuovo manager Tony Mowbray.
L'inizio del match si avvicina, l'adrenalina aumenta, gli ultimi tifosi del PNE, attardatisi nei pub, arrivano e la Darwen End Stand è gremita da 6.005 Northenders scatenati in cori ed entusiasti per la magica stagione che la nostra squadra ci sta regalando, vincere oggi sarebbe importantissimo nella corsa verso i playoff dato che la sera precedente lo Sheffield Wednesday, sesto in classifica, ha perso la sua partita.
Le squadre entrano in campo, parte dagli altoparlanti la canzone "The Wild Rover" che accompagna il Blackburn, ma poi questa viene surclassata dal nostro coro "Simon Grayson (il nostro manager) is a White", creiamo un'atmosfera fantastica e sono orgoglioso di farne parte.
La partita inizia bene con il North End che passa in vantaggio con lo scatenato Barkhuizen (quinto gol nelle ultime quattro partite), ci scateniamo nell'esultanza e negli sfottò verso gli avversari, sono ovviamente contentissimo, la partita non poteva iniziare meglio!

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Il primo tempo prosegue in modo abbastanza equilibrato, la partita è piacevole, ma non ci sono clamorose occasioni da gol, intorno al 40° scendiamo verso il bar del settore perchè avevo appuntamento con un ragazzo con il quale avrei dovuto fare uno scambio di adesivi... ma non lo trovo e .. puntualmente.. sento un boato, ma non sembra provenire dal nostro settore, corro verso gli spalti e vedo i giocatori di casa abbracciarsi ed i tifosi dei Rovers esultare ... 1-1.. mi sono perso un gol, ma vabbè... un gol dei nostri avversari, forse meglio così.. preso dall'apprensione resto lì, i Rovers hanno preso coraggio e li vedo segnare un altro gol, ma subito vedo la bandierina del guardalinee alzata e tiro un sospiro di sollievo perchè capisco che il gol è stato annullato smorzando in gol il grido di gioia del pubblico di Ewood Park.
Stavolta il primo tempo finisce e torno verso i bar, ora c'è pieno di tifosi, mi intrattengo con alcuni di loro, alcuni mi riconoscono per avermi conosciuto in partite precedenti o perchè siamo in contatto tramite i social network, è sempre fantastico tornare in mezzo a loro... tutti sono delusi per pareggio dei Rovers, ma molto fiduciosi per il secondo tempo, bisogna vincere, non ci sono storie.


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Torniamo ai nostri posti carichi e pronti a spingere la squadra verso la vittoria, ma le cose non sono andate come speravamo, il Pne, infatti, dopo essersi reso pericoloso in un paio di occasioni è andato in svantaggio al 56° quando il Blackburn ha trovato il gol del 2-1 dopo una bella azione ribaltando così a sorpresa il risultato.
Stavolta è toccato ai tifosi di casa scatenarsi in urla di gioia e scherno nei nostri confronti, alcuni di loro corrono verso il nostro settore per mandarci i loro "saluti cortesi" e nel settore alla nostra sinistra vengono accesi fumogeni di colore azzurro.
Siamo in silenzio, delusi ed attoniti anche perchè la squadra sembra non riuscire a reagire nonostante i cambi offensivi voluti dal manager.
Nei minuti finali, però, qualcosa sembra cambiare, lanciamo i nostri cori di incitamento, la squadra sembra decisa a trovare il gol del pareggio e spinta dalle iniziative dei giocatori di maggiore classe come Gallagher e McGeady comincia a farsi pericolosa.
Gli Yellows, oggi vestiamo di giallo, trovano il gol con Huntington, ma nemmeno abbiamo il tempo di gioire perchè ci accorgiamo subito della segnalazione di una posizione di fuorigioco.. nessuno protesta, si va avanti come se nulla fosse successo sia in campo che sugli spalti, i ragazzi continuano ad attaccare a testa bassa, ma i continui cross all'interno dell'area di rigore avversaria non portano ai frutti sperati.
Viene segnalato un recupero di 4 minuti, continuiamo a sperare, io continuo, quasi pregando, ad implorare un gol almeno per me, almeno questa volta che sono qui ricordando che la scorsa estate a Deepdale avevo partecipato a due partite finite male.. comincio a pensare che sia il destino, che in questa stagione non potrò mai vedere il North End vincere, sto quasi perdendo le speranze, penso già ad un dopo partita triste.... ma ... al 93° succede l'impossibile, so solo che ho visto i ragazzi in giallo passarsi la palla nell'area di rigore dei Rovers, questa è arrivata a McGeady, l'ho visto bene, mi sembrava di poterlo vedere in faccia, l'irlandese ha calciato con precisione  e la palla è lentamente rotolata in rete... GOAL! 2-2! Non capisco più niente, esultiamo, ci abbracciamo, urliamo, scatto foto a caso alla folla esultante (bellissime), sono sempre sensazioni uniche, ma segnare al 93° in un derby locale fuoricasa è assolutamente inimitabile!
Speravo che i giocatori venissero ad esultare proprio sotto i nostri posti, ma sono decisi a segnare ancora e quindi corrono giustamente verso il centrocampo per ricominciare il più velocemente possibile la partita.


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Nel frattempo molti tifosi del North End si sono riversati verso il settore alla nostra sinistra scendendo dai loro posti, gli stewards e la polizia li trattiene, ma anche alcuni tifosi dei Rovers cercano di avvicinarsi per trovare il contatto venendo a loro volta fermati e respinti, nulla di grave, non c'è mai stato un vero rischio che le due tifoserie venissero a contatto e sono certo che si tratta solo di prendersi qualche rivincita, di esultare prendendo in giro gli avversari e per sentirsi i più forti, fuori dalla stadio sarebbe poi finito tutto senza problemi, forse solo qualche piccola schermaglia.

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Cercano di metterci in testa il "modello inglese" fatto di tifosi sempre rispettosi ed amichevoli nei confronti degli avversari, ok, forse un pò è così ed anche io ho provato di persona questa cosa mischiandomi spesso nei pub con altre tifoserie, ma non bisogna pensare che non ci sia rivalità, voglia di prevalere e di confrontarsi in qualche modo, io cerco di non farmi coinvolgere, ma in un certo senso questa cosa la capisco, si chiama tifo, è giusto e bello tifare per la propria squadra, ma senza competizione mancherebbe di certo qualcosa di importante, non parlo di violenza, ci mancherebbe, ma di un pò di sana e semplice rivalità.
La partita è finita con il pareggio, un risultato esaltante perchè arrivato all'ultimo, ma che non permette al North End di approfittare in pieno delle sconfitte di Wednesday e Fulham, ma l'umore dei tifosi è quello che si ha dopo una vittoria, in pochi pensano alla classifica in questo momento e tutti lasciano lo stadio con grossi sorrisi e cantando gioiosamente, contenti per aver beffato gli avversari proprio quando loro pensavano di aver la vittoria in tasca.
Il coro che più si canta è dedicato ad Aiden McGeady, il giocatore che ha segnato il gol del pareggio e che in questa stagione ci sta deliziando con grandi giocate come solo un fuoriclasse sa fare.
Come d'accordo fuori dallo stadio ci ritroviamo con i nostri amici che decidono di passare il resto della giornata con noi, andiamo quindi verso il centro di Blackburn salendo su un bus con tifosi di entrambe le squadre che scherzano tra di loro, l'atmosfera è serena e rilassata a differenza di quanto poteva sembrare all'interno di Ewood Park dopo il nostro pareggio.
Arriviamo a Blackburn, il centro non offre tantissimo, c'è una piccola cattedrale e qualche pub, 


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decidiamo di andare al Mall, un grosso centro commerciale dove mi ero prefissato di andare data la presenza del negozio "Tessuti" dove sapevo di poter trovare qualche capo di abbigliamento di mio interesse... genere rigorosamente Casual ovviamente... e mi porto a casa così un paio di "Adidas Spezial" verdi, che ho trovato in offerta, ed un giubbetto della Lyle & Scott... giriamo ancora un pò per i negozi e poi andiamo in centro a bere qualcosa insieme parlando un pò della partita, ma anche della nostra vacanza e sulle possibili prossime... ma è presto per pensarci.. dobbiamo ancora goderci parecchie cose in questi giorni!
Salutiamo i nostri amici che prendono il treno per Preston e, stanchissimi, torniamo in albergo e più tardi ceniamo lì, fuori continua a piovere a dirotto, facciamo una breve passeggiata, ma poi si torna in camera dove dal maxi TV presente posso vedere in pieno relax i gol della giornata calcistica inglese.
E' stato meraviglioso, il pre-partita, Ewood Park, la partita ed il gol al 93°, abbiamo incontrato tanti amici e vissuto emozioni fantastiche come ogni volta, ma forse anche qualcosa in più.. il derby in trasferta con il settore ospiti così gremito, il gol all'ultimo minuto, l'esultanza... che momenti magici, momenti che non dimenticherò mai, impossibile farlo..

La domenica mattina dopo una buona ed abbondante colazione ci dirigiamo nella vicinissima stazione, piove ancora, non ha praticamente mai smesso da quando abbiamo messo piede in Inghilterra, la cosa non mi spaventa per niente, ma so che può dare fastidio a Silvia.. speriamo che a Clitheroe, la nostra destinazione, il tempo sia migliore, ma ne dubito...
Ed infatti dopo un viaggio di circa 20 minuti arriviamo a Clitheroe, ma anche qui piove a dirotto.. proviamo ad attendere qualche minuto, ma non smette ed allora, senza ombrello, ma con i cappucci dei nostri giubbetti, ci incamminiamo comunque verso il centro città... rimaniamo delusi dal fatto che tutti o quasi tutti i negozi sono chiusi, ma appena ne troviamo uno aperto ci fondiamo dentro per ripararci dalla pioggia e dal freddo...
A me la pioggia per certi versi piace e non mi sono mai lamentato quando in Inghilterra ho trovato giornate piovose, ma stavolta devo ammettere che ha rovinato la visita a questa città..piove di traverso e forte e ci bagniamo completamente, decidiamo di fare uno sforzo per arrivare almeno al castello dove domina una statua raffigurante un soldato rivolto verso la panoramica della città. davvero bello.
Il castello non è imponente, è una piccola costruzione posta in alto, per raggiungerlo dovremmo fare una lunga scalinata, ma la pioggia, il vento ed il freddo ce lo impediscono, ci rifugiamo in un bar dove ci imbattiamo in un "inserviente" del castello con il quale scambiamo qualche battuta, gli diciamo che il giorno dopo saremmo andati a Durham che lui non ha esitato a definire "Magical"... poi capiamo che purtroppo la visita alla città non può continuare... grande delusione per me, anche perchè mi ero prefissato anche una veloce visita allo stadio del Clitheroe FC, come avevo detto anche a Trevor, ma la situazione è davvero insostenibile soprattutto per il fatto che siamo fradici..


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E così torniamo in stazione, per fortuna c'è già sul binario un treno diretto verso Blackburn, saliamo e dopo qualche minuto si parte e torniamo così in albergo a darci una ripulita ed a scaldarci...
Mi è dispiaciuto tantissimo venire via, alla fine purtroppo, per come è andata la giornata, non avremo il ricordo piacevole che speravo di avere nei confronti di Clitheroe, penso che sarebbe stata una città piacevole se avessimo potuto visitarla meglio, ma la pioggia ed i negozi chiusi hanno complicato tutto, la città era praticamente deserta ed era obiettivamente un controsenso restarci.
Più tardi usciamo e torniamo al Mall dove possiamo vedere con più calma i negozi e ripararci dalla pioggia oltre che a berci una buona cioccolata calda al "Muffin Break".. beh.. dal nome si capisce che oltre alla cioccolata ci siamo gustati anche un muffin delizioso.

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Avrei preferito essere a Clitheroe, ma alla fine anche qui passiamo una giornata piacevole, infatti quando usciamo dal centro commerciale avviene il miracolo... non piove più! E così giriamo un pò per il centro entrando in qualche negozio ed esplorando meglio la zona, vediamo anche un Pub,il Postal Order, nel quale ci ripromettiamo di tornare in serata per cenare.
Come detto il centro di Blackburn non è, a mio parere, un granchè e non c'è nemmeno in giro molta gente, sembra che tutti siano nei pub o nel Mall che pare attiri davvero molta folla.
Come detto per cena torniamo al Postal Order, un pub davvero tradizionale, troviamo un tavolino per noi e poi vado al bancone ad ordinare.. cerco di fare l'inglese... ma mi tradisco subito.. perchè la ragazza al bancone parla veloce ed in pratica non riesco a capire quello che mi sta chiedendo... che figure.. altro che inglese... ce ne vuole ancora prima di essere veramente come loro, probabilmente non ci riuscirò mai!!!
Comunque riesco ad ordinare la cena ed ovviamente della buona birra... per me Newcastle Brown, please!
Passiamo una serata piacevole, ma meglio andare a dormire un pò più presto del solito, il giorno dopo ci aspetta un viaggio di 3 ore in treno.. destinazione.. Durham!

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Scendiamo a fare colazione alle 7.00, non rinuncio al solito mix di bacon, uova, salsiccia e poi ci incamminiamo in stazione dove il nostro treno parte puntuale alle 7.55; il viaggio prevede un cambio a York dove arriviamo circa 2 ore dopo, è stato lungo, ma piacevole, trovo sempre grande interesse ad osservare tutti i paesaggi che scorrono velocemente dinnanzi ai miei occhi dietro al finestrino del treno..

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Da York prendiamo la coincidenza per Durham, attraversiamo città che mi piacerebbe visitare, su tutte Darlington, ma non è ovviamente possibile.. arriviamo a Durham intorno alle 11, mi aspetto tantissimo da questa città e dalla sua famosa e rinomata Cattedrale, la stazione è posta in alto rispetto al centro della città e da lì si può godere di un fantastico panorama dal quale si intravedono anche il castello ed, appunto, la cattedrale.


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Come da previsioni qui non piove, c'è un pò di vento, ma non fa freddo e c'è addirittura un pò di sole, ci incamminiamo e dopo circa 10 minuti ci immergiamo nel centro, c'è una grossa chiesa, ma capisco subito che non può trattarsi della famosa cattedrale e così ci addentriamo ancora e cominciamo a passeggiare per le vie piene di negozi interessanti fino a quando arriviamo ad una piccola salita che porta proprio alla Cattedrale ed al Castello.


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La cattedrale è un vero spettacolo di architettura, scattiamo diverse foto e poi entriamo per una veloce, ma interessantissima, visita, poi ci dirigiamo verso il Castello, in questa giornata non è possibile visitarlo, ma comunque lo possiamo ammirare dall'esterno.


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Torniamo verso il centro dove entriamo nel "Market Hall" dove ci sono tantissime bancarelle, tra le quali una che vende vecchio materiale usato dove trovo anche tantissimi programmi di partite di calcio, compresi alcuni del Durham AFC, non compro nulla... decisione della quale mi pentirò subito!


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Attraversiamo i due ponti più caratteristici della città, il Prebends e l'Elvet e poi scendiamo per una lunga passeggiata sul fiume Wear da dove si possono scattare foto spettacolari della cattedrale e del castello.

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Dopo aver camminato per tutta la giornata ci concediamo una pausa allo Starbuck's della città, non può mancare una bella cioccolata, ed un pò di relax, qui, come sempre, si possono trovare studenti intenti a studiare con i loro pc portatili, uomini d'affari che leggono i loro giornali e mamme o nonni che portano i bambini a gustarsi qualcosa di goloso... un ambiente che ho sempre apprezzato in Inghilterra, l'ideale per trovare un pò di pace dopo una giornata magari lavorativa e piena di stress.
Facciamo un ultimo giro per il centro città, entro in un negozio, il "Woven Clothing" che vende abbigliamento tipicamente "Mod", e poi andiamo ad acquistare l'immancabile magnete di Durham ed un piccolo quadretto raffigurante il Prebends Bridge e la Cattedrale.

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Ci dirigiamo a piedi in stazione, alle 17.09 abbiamo il treno che ci porta a York e poi da lì a Blackburn dove arriviamo intorno alle 20.30 accolti dalla solita pioggia, fedele compagna di viaggio nel Lancashire!
Dopo una sosta in albergo andiamo al Postal Order dove ritrovo al bancone la stessa ragazza della sera precedente, sorride ricordandosi di me e del mio inglese, stavolta la sorprendo intendendoci perfettamente e le chiedo con disinvoltura di consigliarmi la migliore birra tra le tre esposte... in risposta mi prepara tre bicchieri che riempie con ciascuna delle tre birre per farmele provare.. faccio un assaggio e le dico "Abbott", davvero buona, lei sorride di nuovo, ma mi dice di finire gli assaggi... mai dire di no in Inghilterra ad un invito del genere e quindi mi scolo i tre bicchieri senza obiettare e comunque con un certo piacere...
Ordino anche la cena e finalmente posso gustarmi un fish & chips degno di questo nome, passiamo la serata al pub consapevoli che il giorno dopo ci avrebbe atteso il ritorno a casa... riflettiamo sulla giornata passata a Durham, sono soddisfatto di essere finalmente riuscito a visitarla, non mi ha di certo deluso, la metto certamente tra le mie prime 10 città britanniche preferite tra quelle che ho visitato, ma forse mi aspettavo qualcosa di diverso, me la immaginavo più simile a York e quindi con più stradine strette e più negozi tipici della zona, e forse mi sarei aspettato che la Cattedrale fosse ancora più imponente di quello che è effettivamente.
Di sicuro Durham resterà per sempre nel mio cuore, avrò certamente un ricordo molto migliore rispetto a quello che avrò di Clitheroe e Blackburn, come detto forse me la aspettavo leggermente diversa, ma non per questo posso dire che mi abbia deluso, anzi... mi è piaciuta parecchio e rimpiango il fatto di non aver avuto a disposizione almeno due giorni per visitarla meglio e per vedere un paio di città vicine oltre a qualche stadio, come quelli, ad esempio, del West Auckland Town, del Bishop Auckland e, perchè no, anche quello del Durham AFC...
Ma non mi posso lamentare, abbiamo affrontato un viaggio lungo, ma ne è valsa la pena, Durham è magica, proprio come ci aveva detto l'inserviente del castello di Clitheroe... aveva davvero ragione... Durham is... Magical!!
Quando usciamo dal pub ci accorgiamo che sta nuovamente piovendo... anzi.. per non farci mancare niente sembra proprio che stia scendendo del nevischio.. o forse acqua ghiacciata.. e siamo ormai in primavera.... pazza Inghilterra!!!!

Torniamo in albergo e quando è il momento di dormire chiudo gli occhi ripensando ai bellissimi momenti che questa vacanza mi ha regalato consapevole però che quando li avrei riaperti la mattina successiva sarebbe stato per partire, per tornare in Italia e salutare ancora una volta l'adorata Inghilterra, sapendo anche che per un pò di tempo non potrò tornarci... una promessa fatta a Silvia, che in tanti anni mi ha sempre accompagnato in questo lungo viaggio attraverso la Gran Bretagna, mi impedirà probabilmente di venirci la prossima estate, ma è giusto così, sarà dura rinunciarci, ma so che è la decisione migliore... 
La mattina dopo, prima in treno e poi in aereo, ripercorro, accompagnato dalla musica dei Courteeners che arriva dalle cuffie del mio telefono, tutta la vacanza, ripenso a Trevor ed agli stadi, in particolare a quello dello Stanley, alla stazione desolata di Mill Hill, al pub The Brown Cow ed agli amici, ad Ewood Park ed agli sfottò con i tifosi dei Rovers, ma soprattutto al gol di McGeady ed alla festa che ne è seguita, alla pioggia incessante di Clitheroe ed infine a Durham ed alla sua splendida Cattedrale..
... non posso che essere soddisfatto, non è mancato proprio nulla... il football, la pioggia, i castelli e le cattedrali... THIS IS ENGLAND!


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